Dieci cose che mi aspetto (campa cavallo) dalla politica nel 2013

1) Un Pd che non parla più di primarie; per la premiership, per i parlamentari, per scegliere gli uscieri di Palazzo Chigi.

2) Una serena pensione per Berlusconi.

3) L’abolizione della proposizione “è una risorsa” per definire l’avversario politico interno che in realtà si vorrebbe bruciare.

4) Una legge elettorale scelta a inizio legislatura, non a fine.

5) Mai più paginate di giornale per illustri sconosciuti che hanno un cognome uscito dal reparto merendine del supermercato.

6) L’addio dell’Udc alla politica dei due forni.

7) Stop a “E ora le riforme”. Non ne abbiamo già fatte parecchie?

8) Il popolo non è la risposta a tutto. Fiorito, prima di diventare il noto Er Batman, tirava le monetine a Craxi. A pensarci, è roba che ti fa rivalutare la Casta.

9) Una menzione di disonore, per restare sobri e misurati, a chi fonda il trecentesimo partitino italiano.

10) La fine delle argomentazioni (si scherza eh) in stile “palle di velluto” della Santanchè.

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