Mary Poppins e le primarie

Mary Poppins è entrata a far parte, a sua insaputa, delle primarie del Pd, e Stefano Fassina può dare vita a una nuova corrente interna al partito, quelli che considerano la signora Poppins — una che sistema tutto con uno schiocco — un chiaro riferimento culturale di destra. Matteo Renzi, candidato in pectore alle primarie del centrosinistra (ora più che il regolamento del Pd sembra pesare sulla corsa l’ipotesi ventilata di un voto anticipato), la utilizza per dire che «non ha funzionato il “ghe pensi mi”», anche se suona un po’ strano che lo dica proprio l’inventore del «ghe Renzi mi», e accresce così il suo pantheon iper pop come neanche Veltroni era riuscito a fare. D’altronde è lo stesso Renzi a citare il leader come uno da rottamare, sì, ma salvando il discorso del Lingotto come un chiaro orizzonte politico-culturale. E con esso l’idea che il Pd possa parlare a un’Italia trasversale, post-ideologica. Lo stile e i contenuti sono lingottiani, e pure l’idea strategica di coinvolgere amministratori, cioè persone comuni, sindaci, assessori, consiglieri comunali, che nessuno si filerebbe, metterli su un palco, conceder loro un quarto d’ora, pardon, cinque minuti di celebrità warholiana, tanti erano quelli a disposizione ieri per raccontare la loro idea concreta. Se non hai un partito dietro, nel senso che l’organizzazione sta tutta con il segretario, la cosa migliore che puoi fare è affidarti all’autogestione, e quegli amministratori servono proprio perché tornati nei loro comuni diffondano il verbo della rottamazione, divulgata con un’iconografia tutta motivazionale: l’immagine di Fosbury, scelta da Renzi, che salta e cambia il modo di saltare beccandosi gli insulti di chi ha sempre saltato in modo normale, l’evocazione di Pep Guardiola che «chiameremo in campagna elettorale», l’allenatore vincente ma senza essere incazzoso come Mourinho, gli Europe con The Final Countdown per dire che il tempo a disposizione di qualche parlamentare è finito, così come l’estate cantata dai Righeira: «Cari D’Alema, Veltroni, Bindi, Franco Marini, in tutti questi anni avete fatto molto per il Paese, ma adesso anche basta, si può servire l’Italia senza stare necessariamente attaccati a una poltrona». Insomma, come dice Renzi con due Polaroid in mano, una vecchia in bianco e nero, e una nuova, digitale, a colori, serve una «nuova fotografia» per il Pd e non solo. L’obiettivo, quindi, è questo: colpire al centro per educarne cento, vincere le elezioni parlando all’Italia moderata («Piacere a quelli che l’altra volta hanno votato di là non soltanto non è un delitto, ma è l’unica condizione che abbiamo per non riperdere le elezioni») ma senza dimenticare che rispetto al 2009, quando Renzi vinse le primarie conquistando voti ovunque, non solo a destra, ma anche nei quartieri rossi, il tempo è cambiato, il profilo si è fatto definito, c’è stato lo scontro sul Primo Maggio, su Marchionne, ed è bastato assistere alla contestazione di Renzi di qualche mese fa al Teatro Verdi. Per questo non mancano, nonostante tutto, le occhiate a sinistra con il sì al civil partnership. Mancano invece le donne, ieri ne sono intervenute pochissime. Tra queste c’era Debora Serracchiani, pure lei parte dell’immaginario pop nelle vesti di piano B — da candidare al posto di Renzi — se magari le regole alle primarie dovessero essere troppo stringenti. Lei per il momento non si è sbilanciata né a favore del sindaco né del segretario — ieri mattina era a Roma, il pomeriggio è arrivata a Firenze — ha detto che vuol fare «l’ufficiale di collegamento» fra i due Pd, quello di Roma e quello di Firenze. Ma il messaggio della Serracchiani alla dirigenza è chiaro: adesso bisogna, citando Altiero Spinelli, «scartare gli inetti tra i vecchi e suscitare nuove energie tra i giovani». Questo Spinelli, così diversamente Europe.

David Allegranti

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Carta Stampata, Corriere Fiorentino, Pd

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...