«Operazione sindaci», Renzi ne cerca mille

Con i partiti in crisi, Beppe Grillo che vola (almeno nello share televisivo; vediamo come vanno le urne), Casini che lancia il Partito della Nazione (o come si chiamerà) e i nuovi statisti Beppe Pisanu e Lamberto Dini che crescono, insomma con questi sommovimenti che provano a turbare l’inamovibilità dei tecnici, rischiavano di offuscarsi le tracce politiche di Matteo Renzi (al netto dei soliti scazzi con la dirigenza romana del Pd). Ma figuriamoci se a lui poteva andar bene rientrare nelle retrovie.
Così il sindaco ha cominciato un nuovo tour politico-promozionale per lanciare il libro, uscito da pochi giorni, e fare campagna elettorale a sostegno dei candidati alle amministrative del 6 e 7 maggio. Fra ieri e venerdì Renzi si è fatto un giro al Nord, con tappe a Nichelino, Rivalta, Grugliasco, Chivasso, Asti, Alessandria e Novara. E sono proprio gli amministratori locali quelli che Renzi vuole riunire fra un mese e mezzo per un’assemblea da mille-milleeduecento persone. Sindaci, assessori, consiglieri, e altri. Un’idea coltivata da tempo, Renzi la annunciò già in occasione della seconda Leopolda, poi non se ne seppe più niente. Ancora da stabilire il luogo. Potrebbe essere di nuovo la vecchia stazione oppure in un borgo. Ma c’è anche chi pensa, simbolicamente, all’Isola del Giglio. Il punto, come spiega il sindaco fiorentino in un’iniziativa a Nichelino, è questo: «Il sindaco ha il lusso delle relazioni umane». Tradotto significa che i cittadini si fidano meno dei partiti ma la credibilità dei sindaci è ancora generalmente intatta (anche se qualcuno poi magari si rivelerà una sòla). Renzi ne è sicuro: «Non si blocca il populismo con le enunciazioni di principio — spiega — ma con il coraggio di scelte chiare. È un coraggio che non riguarda solo le scelte istituzionali o di ordinamento. Ma che i partiti, e il Governo, dovrebbero mostrare di più anche nella vita quotidiana. Per questi motivi abbiamo deciso di riunire a metà giugno mille amministratori locali da tutta Italia per presentare buone pratiche di governo territoriale e richieste specifiche e puntuali al livello centrale. Con spirito costruttivo, ripartendo dalle idee».
Per questo il rottamatore sta rimettendo mano alla sua agendina con i numeri di telefono (o gli account Twitter) degli amministratori con cui da un paio d’anni ha costruito la sua rete. Per esempio ci sarà Andrea Ballarè, sindaco di Novara da meno di un anno. «Anche il partito organizza queste assemblee con gli amministratori, ma sono artificiose e artificiali, organizzate dall’alto, noi invece dobbiamo partire dal basso. Le cose che ha fatto Matteo, ma che ho fatto anche io qui a Novara, hanno funzionato perché erano contro i vertici». La formula di Ballarè è questa: mischiare l’esperienza dei sindaci, che tutti i giorni stanno a contatto con i cittadini, alla competenza dei tecnici; quelli al governo hanno dalla loro il fatto che non sono politici, sanno benissimo di cosa parlano». Per questo servono movimenti che «vadano oltre i partiti e coinvolgano la società civile. Io fra i miei assessori ho un professore del Politecnico, scelto per competenza, e la gente lo sta apprezzando. Ed è questo che serve; un nuovo impegno civile che si contrappone allo sfruttamento della cosa pubblica». Da qui il ruolo dei sindaci, «che hanno la migliore credibilità, o quantomeno l’immagine meno peggiore», dice Ballarè che elogia il lavoro del sindaco leghista di Verona Flavio Tosi, «uno che c’è, che è presente in un ruolo in cui la gente ti chiede responsabilità pazzesche; dal tombino alla pianificazione strategica».
Ci sarà anche Giuseppe Catizone, sindaco di Nichelino, che twitta con l’account @pino_catizone: «L’idea è che la cattiva politica si combatte con la buona politica». Insomma sono le best practice dei singoli Comuni la ricetta per combattere il populismo. All’assemblea dovrebbe partecipare anche il sindaco uscente di Piacenza, Roberto Reggi, al secondo mandato, che ha invitato Renzi il 3 maggio all’inaugurazione del giardino pubblico dedicato a Giorgio La Pira. «I sindaci — spiega Reggi — sono gli unici che in questo casino atomico riescono a essere credibili nei confronti dei cittadini, che ancora distinguono fra la politica annunciata e quella praticata. Ripartire dai sindaci sarebbe una bella idea; se non ci fossero gli amministratori locali, nei partiti avrebbero preso tutti delle bastonate». Le difficoltà economiche di questi anni, i tagli ai trasferimenti, hanno creato pratiche collaborative. «Quando non hai risorse gli scambi con le altre amministrazioni migliorano; quando hai fame ti inventi qualcosa per mangiare insieme agli altri, non guardi solo il tuo tavolo ma anche quello degli altri. Noi sindaci non siamo abituati a mangiare ma ad apparecchiare la tavola. Poi c’è chi arriva e mangia, mentre noi siamo già a lavare i piatti». Insomma amministratori di tutta Italia unitevi. Senza però, aggiunge Reggi, fare un nuovo partito, quello dei sindaci. Ce ne sono già abbastanza.

dal CORRIERE FIORENTINO, 22/4/2012

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1 Commento

Archiviato in Carta Stampata, Corriere Fiorentino, Pd, Politics

Una risposta a “«Operazione sindaci», Renzi ne cerca mille

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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