Dante e i comunisti immaginari

Il pantheon politico negli anni è diventato un sottogenere pubblicistico-letterario piuttosto consistente. È facile, comodo, a portata di elenco, e ricorda quei pomeriggi passati a comporre la squadra di Fantacalcio perfetta.
Le aste per accaparrarsi Ronaldo o — in omaggio all’eterna dissidenza di chi vive in quota minoranza — un portiere di seconda scelta, solo per potersi stupire poi di fronte a prestazioni così fantastiche che neanche Buffon o il più grande dei numeri uno. Una volta cresciuti, ci siamo messi a compilare elenchi con Nietzsche, Tex Willer, Topolino, Lucio Battisti e il Signore degli Anelli costruendo la squadra di calcio del pensiero politico-filosofico, un Bignami ad (ab)uso e consumo dei tempi che corrono. E così se Paperone è il capitalista perfetto, Paperino è sottoproletario sfruttato, Topolino un borghese da strapazzo, e che dire di Qui Quo e Qua? Oggi probabilmente i tre frequenterebbero la Luiss e racconterebbero quant’è figa la vita negli scout. Anche il sindaco-scrittore Matteo Renzi nel suo «Stil Novo» (Rizzoli) si diverte a fare elenchi ottimi per una riedizione di «Fascisti immaginari», il libro di Filippo Rossi e Luciano Lanna che metteva insieme Carmelo Bene e Che Guevara, amato perché emblema di quella gioventù eroica che si spegneva presto, Tex Willer appunto, e Corto Maltese. Nel pantheon renziano c’è Dante, che, dice l’autore, era di sinistra, solo che non sapeva di esserlo, lo era quindi a sua insaputa come uno Scajola qualunque. Insomma pure Dante era un «comunista immaginario», perché «usa il volgare, una straordinaria operazione che rende la cultura accessibile a tutti». E, scrive Renzi, «forse non avete mai pensato al granduca Cosimo come a un rottamatore ante litteram o ai Medici come a banchieri favorevoli alla patrimoniale… Qualcuno riterrà fuori luogo il paragone tra il “tecnico” Machiavelli e i tecnici alla Mario Monti, tra la burocrazia ai tempi del Vasari e quella odierna o ancora tra l’Umanesimo e la rivoluzione digitale proposta da Steve Jobs. I puristi si scandalizzeranno. E naturalmente noi ce ne faremo una ragione».
Ma sì, tanto son tutti morti — o son fumetti — mica arrivano le smentite, casomai c’è qualche erede che scrive lettere ai giornali per dire che, insomma, l’illustre progenitore mai sarebbe voluto finire in qualche disputa a distanza di decine o centinaia di anni da quando era in vita; né che avrebbe tollerato un dibattito in Consiglio comunale per stabilire se sia cosa buona e giusta dedicargli una via. E in ogni caso, sempre parenti sono, mai fidarsi troppo; magari hanno appena messo su una Fondazione con il nome del prozio scrittore, poeta, filosofo e non vedono l’ora di inventarsi un sacco di premi, festival e letture collettive.
Ma cosa ne sarà del Dante di sinistra? Magari servirà a costruire i prossimi cento punti, che per l’occasione potrebbero chiamarsi cento canti. Renzi, nonostante l’arrivo dei tecnici al governo, mica dà la partita per persa. «Non so quando la sfida lanciata da Firenze, per Firenze e con Firenze diventerà la sfida per tutta l’Italia. Non lo so e non vivo con l’ansia da prestazione di dover continuamente dimostrare chi sono, chi siamo. So, però, che il momento arriverà. Avremo una possibilità, una sola, e dovremo giocarcela bene. Che sia tra qualche mese — alle prossime elezioni — o più ragionevolmente tra qualche anno, in quelle immediatamente successive, non importa. So che quando toccherà a noi dovremo semplicemente fare la rivoluzione: migliaia di persone chiedono una svolta alla politica. Non possiamo permetterci il passo falso, la mezza caccia. Bisogna scegliere il momento giusto. Indovinare l’attimo esatto». Esatto, lo canta anche Eminem in Lose Yourself: «Look, if you had one shot, or one opportunity / To seize everything you ever wanted in one moment / Would you capture it or just let it slip?». («Allora, se tu avessi un colpo, o l’opportunità di avere tutto quello che hai sempre voluto in un momento, lo coglieresti o lo lasceresti scivolare via?»).
A proposito: come sarà Eminem? Democratico o Repubblicano? Di destra o di sinistra?

1 Commento

Archiviato in Carta Stampata, Corriere Fiorentino

Una risposta a “Dante e i comunisti immaginari

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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