Mps, anche i cattolici nel loro piccolo s’incazzano

Pensavate forse che l’arrivo di Profumo avrebbe messo tutti d’accordo? Errore. Con il ricambio totale, o per meglio dire con la defenestrazione del vecchio Cda indicato dalla Fondazione Mps per la banca, la componente ex Margherita è rimasta fuori dal giro di poltrone. E anche i cattolici nel loro piccolo s’incazzano. Domani in Consiglio comunale sarà finalmente votata la mozione su Fondazione e banca, quella in cui si chiede «discontinuità», proposta dalla maggioranza di centrosinistra. Un documento però che è stato firmato non solo dal Pd e dagli altri partiti della coalizione ma anche dal consigliere dell’opposizione Sandro Senni del Nuovo Polo per Siena, gruppo che sta per diventare Udc. Ai consiglieri che fanno riferimento alla ex Margherita e soprattutto ai fratelli Monaci l’occasione è sembrata abbastanza ghiotta per cominciare a fare un po’ di casino. «La sottoscrizione di tale mozione da parte del consigliere Senni, esponente dell’Udc-Terzo polo, eletto in una lista civica contrapposta alla coalizione che ha vinto le elezioni — scrivono i sei consiglieri in un documento — pone un problema politico alle forze di maggioranza presenti in Consiglio comunale. Con questa ‘‘firma”, infatti, viene sancita la nascita di nuovi rapporti fra i gruppi consiliari; rapporti che mettono in discussione i risultati delle elezioni amministrative tenutesi meno di un anno fa». Se infatti tra i vari gruppi «può capitare di trovare convergenze su questioni importanti», altra cosa è, però, «un’iniziativa politica, allargata solo ad alcuni soggetti e finalizzata a cercare nuove alleanze sulla gestione di un passaggio epocale nei rapporti fra Siena e la sua banca». Un’alleanza politica, affermano i consiglieri Giovanni Bazzini, Anna Gioia, Luca Guideri, Lucio Pace, Alessandro Piccini e Gianluca Ranieri, che potrebbero anche presentare un loro documento da far votare in Consiglio, si costruisce «alla luce del sole, non sulle convenienze. Altrimenti è solo trasformismo e gioco di potere. Si tratta perciò di capire chi ha promosso e chi ha lavorato su questo allargamento della maggioranza e cosa è stato concesso in cambio». Per questo i dissidenti pongono alcune domande al Pd: in primo luogo a Bianchi, a cui chiedono se «l’iniziativa di coinvolgere il consigliere Senni in atti di avvicinamento alla maggioranza» sia «stata assunta in autonomia o, in caso contrario, che dichiari pubblicamente in base a quale mandato politico sta operando». Ai vertici del partito locale chiedono invece se l’iniziativa di Bianchi sia condivisa. «La gravità della situazione in cui si sta avvitando la città ha bisogno di azioni politiche forti e, soprattutto, trasparenti, non di un inerte galleggiamento». Insomma, non mancheranno i grattacapi al sindaco Franco Ceccuzzi, che dopo aver vinto, anzi stravinto, la partita sulla Fondazione, ora rischia di avere qualche serio problemino nella sua maggioranza. Chi di Consiglio d’amministrazione ferisce, di Consiglio comunale perisce?

1 Commento

Archiviato in Pd, Politics

Una risposta a “Mps, anche i cattolici nel loro piccolo s’incazzano

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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