Così l’odio si scava le nicchie nella Rete delle nuove amicizie

Internet ci rende tutto immediato, prossimo, frantuma le distanze, permette di tenere insieme affetti e amicizie, ha creato una nuova dimensione sociale composta di relazioni virtuali che vivono sulla Rete. Abbiamo «amici» su Facebook, gente che magari non sapremmo riconoscere per strada ma con cui scambiamo informazioni, sentimenti, insomma con cui viviamo on line. Non solo.
L’illimitatezza di Internet ha creato un’economia in cui le «nicchie» hanno una loro audience (e un loro mercato); avendo ridotto notevolmente, quasi azzerato in alcuni casi, i costi di produzione oggi possiamo stampare libri per conto nostro, aprire un blog e scriverci tutto quel che vogliamo, creare un canale YouTube e metterci dei video.
Grazie a questa libertà possiamo dribblare case editrici, tv, mezzi mainstream e crearci il nostro flusso di coscienza personale. HolyWar.org, il sito internet di Alfred Olsen, estensione telematica del Movimento di Resistenza Popolare, che chiede «nel nome di Dio» di difendere la fede e l’«eredità cristiana dalla mafia ebraica», è una di queste «nicchie». Non tutte le «nicchie» infatti sono pacifiche e piacevoli come quelle riguardanti i fumetti giapponesi o, chessò, le canzoni folk albanesi. Holy War contiene manifesti, foto ritoccate, slogan sull’immigrazione che «dissangua l’Italia», dice «no alla mafia giudaico-massonica», chiede la «chiusura dell’ambasciata israeliana in Italia» e invita a «liberare l’Italia» dagli ebrei. I «colpevoli» vengono immortalati in fotomontaggi, praticamente non si salva nessuno. Obama, Berlusconi, Tremonti, La Russa, Saviano, Bossi, Maroni, perfino Breivik, lo stragista norvegese, è un «sionista» e un «massone». Il sito contiene il peggio del negazionismo, compresi naturalmente i Protocolli dei savi di Sion. «I nemici satanici di Dio e del popolo, rappresentati dal capitalismo di Stato marxista, dal capitalismo liberale e dal sionismo in collaborazione con l’ordine massonico internazionale, hanno infiltrato la Chiesa con il disegno di distruggere la Civiltà Cristiana e rimpiazzarla con una filosofia materialista della vita e con il mammonismo. È nostra intenzione, da veri cristiani e seguaci di Nostro Signore Gesù Cristo, dichiarare “Guerra Santa” contro i nemici di Dio e della nostra Chiesa Cristiana; nella società ci proponiamo di rendere il popolo veramente libero dalle schiavitù materialiste».
Holy War è noto alla polizia postale e alla Digos da tempo e il gestore del sito è conosciuto sin dalla prima metà degli anni Novanta come estremista di destra e organizzatore di «conferenze antisioniste». A dicembre Holy War pubblicò un elenco con i collaboratori di RomaEbraica.it, «nazisti-ebrei», simile a quello, di cui parliamo in questi giorni, con i nomi dei professori fiorentini.
Internet ha un tasso di partecipazione e condivisione diverso che varia da sito a sito; quello di Holy War consiste nel richiedere l’adesione a un movimento e la partecipazione alla traduzione del materiale straniero in lingua italiana. C’è poi Stormfront.org, forum in cui gli utenti partecipano collettivamente a un «dibattito» pubblico. In un post creato dall’utente ChaosNietzsche, di cui parla l’Unità di ieri c’è una lista di comunità, negozi, scuole private e associazioni ebraiche. C’è anche una sezione dedicata a Firenze.
I forum sono sempre stati un terreno fecondo per le «nicchie», luogo libero dove gli amatori possono discutere, fra loro consimili, di argomenti che magari non interessano alla massa delle persone, ma senza essere sottoposti a un giudizio di scherno. Ti piacciono i film iraniani degli anni Settanta di terza categoria? Apri un sito, crei un forum e trovi altri tuoi compagni di cinema sparsi per il mondo. Solo che qui il mezzo, cioè il forum, viene utilizzato per comporre elenchi di proscrizione, e la questione in fondo è la solita: ho un coltello, lo uso per pelare le patate o per colpire qualcuno?
In Rete quindi, come si vede, le questioni sono almeno due, una riguarda la libertà (gli spazi sono illimitati, i mezzi anche: come utilizzo questo potere, per raccontare una storia o per fomentare l’odio?), l’altra il potere dell’anonimato. Sui forum puoi facilmente creare una falsa identità, puoi essere un qualsiasi John Doe e scrivere tutte le scemenze che vuoi. Ma l’anonimato è anche ciò che permette ai tanti hacker che stanno combattendo le loro cyberwar contro regimi oppressivi di viaggiare liberi nelle praterie della Rete senza farsi scoprire. E ci sono molti progetti che permettono di aumentare il livello di anonimato e quindi protezione. Uno di questi è «Tor», un sistema di comunicazione anonima che protegge gli utenti dall’analisi del traffico. Anche qui, l’uso può essere doppio. Lo puoi utilizzare per far uscire delle informazioni da confini geo-politici in cui la censura di Stato è altissima, oppure per attaccare la «mafia ebraica». Alcuni fornitori di servizi internet possono inibire l’accesso agli utenti anonimi. Wikipedia, l’enciclopedia libera modificabile da tutti, lo fa: se utilizzi Tor, ti blocca.
Se Internet è arrivato al punto in cui siamo, se ci permette di avere eBay, Facebook, Twitter, Amazon, e tutti i siti che visitiamo ogni giorno è perché è stata garantita una accessibilità pressoché totale. I razzisti di Stormfront e Holy War sarebbero razzisti anche senza i loro siti Internet.

dal CORRIERE FIORENTINO, 21/3/2012

1 Commento

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Una risposta a “Così l’odio si scava le nicchie nella Rete delle nuove amicizie

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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