Profumo di liti. La «grande firma» non unisce il Pd

dal CORRIERE FIORENTINO, 24/2/2012

dall’inviato

SIENA – In questi tempi così montiani e tecnici in cui i professori della Bocconi prendono il sopravvento e in cui il governo del Preside trita i partiti e ci fa quasi dimenticare l’era pre-Monti, quella di nani e ballerine nel massimo del loro splendore (si fa per dire), potrebbe apparire quasi in continuità l’ipotesi di Alessandro Profumo alla guida della Banca Monte dei Paschi. Per qualcuno in città è un commissariamento. Da giorni se ne parla, e anche se spuntano altri nomi, come il presidente di Banca Monte Parma Carlo Salvatori, quello dell’ex amministratore delegato di Unicredit, da cui è uscito con una ricca liquidazione (quaranta milioni di euro), sembra essere il più accreditato. Almeno per ora. Perché in città c’è chi dice che alla fine molto dipenderà anche da come finirà la trattativa con il fondo di investimento Equinox di Salvatore Mancuso, che di certo se alla fine rileverà un consistente pacchetto di azioni Mps dalla Fondazione vorrà dire la sua (e non è detto che sia un via libera a Profumo).

Senz’altro «Arrogance», come lo chiama Dagospia, non è il nome più unitario, nel senso che non tutti — nel Partito democratico, e dove sennò — sono convinti dell’eventuale scelta. Non una novità, a dire il vero. Siena reagisce sempre così quando «dall’esterno» arriva un forestiero, un non senese nel senso geopolitico del termine, ma l’autarchia e l’autosufficienza difficilmente valgono sul mercato globalizzato. Le conseguenze di questa forma mentis però sono diventate un fatto palmare. Adesso spuntano fuori paroline e frasette che a Siena sono poco abituati a sentire. «Vendita del 15 per cento delle azioni»; «contratti di solidarietà»; «sciopero». E quindi, dopo aver molto coltivato in loco la dirigenza montepaschina, seppur con qualche ascendenza «straniera» prontamente mitigata (Giuseppe Mussari è calabro-senese), adesso si tenta la via dell’esternalizzazione. «Sarebbe l’ora di capire — dice l’ex sindaco Roberto Barzanti — che anche nell’interesse di Siena il ceto dirigente della Banca deve saper giocare con grande esperienza su un quadrante globale oggi dominato da dinamiche di finanz-capitalismo. Èla Fondazioneche deve garantire un rapporto fecondo e la canalizzazione delle risorse in progetti che abbiano ricadute territoriali. Ma sbandierare la senesità anagrafica della banca alla vecchia maniera significa in realtà puntare alla tutela di privilegi che non hanno più senso».

Di qui, Profumo. Che però non soddisfa tutti. A partire dai fratelli Monaci, Alberto e Alfredo. Presidente del Consiglio regionale il primo, presidente di Biverbanca e membro del Cda del Monte dei Paschi il secondo. Ma il malumore non si ferma soltanto a loro. C’è una parte del Pd che fa riferimento all’ex Margherita che non è molto convinta. Alla base ci sarebbero anche, oltre alla storica divisione fra post-comunisti e post-democristiani, anche delle questioni di merito riguardanti la gestione di Unicredit e le indagini che vedono coinvolto l’ex amministratore delegato (frode fiscale nell’ambito del caso Brontos). I Monaci vogliono essere convinti che Profumo sia davvero la scelta migliore. E ancora una volta c’entra la senesità, come spiega un autorevole dirigente del Partito democratico, coté ex Margherita: «Siccome siamo tutti trogloditi, adesso arriva qualcuno a consegnarci il verbo della verità». Lì i toni nei confronti del «laico» Profumo sono tutto fuori che concilianti. Diverso il discorso di Rosy Bindi, da sempre amica del banchiere che aveva manifestato nei mesi scorsi l’idea di scendere in politica. A ottobre il presidente del Pd organizzò un’assemblea della sua corrente «Democratici Davvero» invitando anche il banchiere genovese. E non dimentichiamo che nel 2007 la moglie di Profumo, Sabina Ratti, era candidata nelle liste della Bindi al congresso nazionale del partito.

Sul fronte ex Ds, l’opzione, rafforzata da pressioni romane, sembra essere gradita ai vertici del potere cittadino. Il sindaco Franco Ceccuzzi e il presidente della Provincia Simone Bezzini vorrebbero, appunto, un profilo di «alto livello» stile Profumo. Ma il «casting» con il nome alla moda non è condiviso nel partito. «Non so neanche se lui abbia le caratteristiche tali per affrontare questo passaggio; non so se il nome di prestigio basti ad affrontare un problema che ha una complessità maggiore rispetto a quella localistica di adesso», dice il deputato Pd ex Margherita Antonello Giacomelli, già capo della segreteria politica ai tempi di Franceschini segretario. Insomma è chiaro il ragionamento: non è prendendo una grande firma che si risolvono i problemi strutturali del Monte. Che, peraltro, non sono tutti imputabili a chi ha gestitola Fondazione(cioè Gabriello Mancini, anche lui peraltro ex Margherita). Forse c’è una gestione politica da esaminare. Ma da quell’orecchio il sindaco Ceccuzzi, che a Siena è stato deputato nonché segretario del partito più importante, non ci sente. «Ci giudicherà la storia rispetto a quello che abbiamo fatto», ha detto pochi giorni fa a La7.

Stefano Bisi, scrittore, giornalista, presidente del Collegio circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Toscana nonché attento osservatore del Monte e da sempre difensore del «sistema Siena», è un teorico dell’armonioso groviglio senese. Oggi anche lui è molto critico. «Bisogna parlare chiaro. Pensare a chi saranno i protagonisti del nuovo scenario; riflettere su quello che è stato fatto, su chi l’ha fatto e perché l’ha fatto; pensare al ruolo degli organi (deputazione generale e amministratrice) della Fondazione, a meno che non ci si voglia pulire la coscienza attribuendo tutte le colpe al presidente Gabriello Mancini». Bisogna individuare i colpevoli del disastro e trovare un presidente che rimetta i conti a posto. Profumo, magari. D’altronde lui l’ha detto che vuole far politica nel Pd.

1 Commento

Archiviato in Pd

Una risposta a “Profumo di liti. La «grande firma» non unisce il Pd

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...