Lucca, la città delle famiglie (anche nel centrosinistra)

dal CORRIERE FIORENTINO

DAL NOSTRO INVIATO

LUCCA — Le sirene centriste lo vorrebbero riportare nella casa del padre, tirandolo per un orecchio: suvvia, che ci fa un Baccelli con la sinistra radicale? Ogni terra ha la sua tradizione e Lucca è patria diccì a conduzione famigliare, in senso letterale. Il presidente della Provincia che ha piantato il casino perché le-primarie-sono-nel-dna-del-Pd appartiene a una dinastia politica di un certo rilievo, e qua le famiglie contano (se sei appena un pelo fuori dalle mura non hai politicamente scampo): nonno Italico era sindaco negli anni Sessanta, babbo Piero a metà degli Ottanta. Tutti naturalmente per la Democrazia Cristiana. E anche il nipote e figlio d’arte, Stefano Baccelli, viene dalla Margherita ma governa con una coalizione variegata: Pd, Idv, Sel, Rifondazione Comunista. Da quando Monti ha annunciato che le Province non serviranno praticamente più a nulla, Baccelli junior ha iniziato a presentare qualche rimostranza e ha chiesto di fare le primarie per sindaco. Peccato però che da sei mesi il centrosinistra abbia scelto il suo candidato, Alessandro Tambellini, capogruppo del Pd, che alle ultime primarie fu sconfitto da Andrea Tagliasacchi, il quale a sua volta perse poi alle amministrative contro il centrodestra (anche lui aveva un peccato da scontare, quello di essere della Garfagnana). Qualche giorno fa in televisione Baccelli, ciuffo alla rottamatore e identica spavalderia, se n’è uscito così: «Se effettivamente la Provincia di Lucca sarà svuotata delle proprie funzioni entro il dicembre 2012, mi chiedo che cosa sto a continuare a fare il presidente della Provincia; sono in una situazione di imbarazzo, anche umano, oltre che politico amministrativo, perché dalle mie eventuali dimissioni dipende il destino non solo del sottoscritto, ma della giunta provinciale, di tutti i consiglieri provinciali, di quei precari che sono lo staff del presidente». Insomma sia chiaro, Baccelli si candida anche per motivi umanitari. Poi c’è una questione più pratica: visto che le funzioni della Provincia dovranno essere riattribuite al territorio, «quale miglior riorganizzatore di un presidente-sindaco?», si chiede Baccelli che in caso di vittoria si terrebbe entrambe le cariche. Ma oltre al motivo pratico, ce n’è anche uno politico: «Con la parte moderata di Lucca bisogna dialogarci, io negli ultimi mesi, da quando Tambellini si è candidato, questo non l’ho visto fare». Lo schema di alleanza di Tambellini è quello dei tre di Vasto: Pd, Sel, Idv. E non a caso tutti e tre i partiti a livello comunale difendono la scelta del capogruppo di candidarsi, non vogliono sentir parlare di primarie e dicono che Baccelli si è mosso un po’ tardi. «Doveva dirlo sei mesi fa», ripetono. Come superare l’impasse? Oggi a Firenze Baccelli, Tambellini, i segretari e i parlamentari eletti a Lucca si incontreranno con il responsabile Enti Locali del Pd nazionale Davide Zoggia e con il segretario regionale Andrea Manciulli. I vertici toscani sono meno netti del Pd lucchese, sanno che con un’alleanza così ristretta e spostata a sinistra le elezioni, in una città del genere, non si vincono. «Dobbiamo trovare la proposta migliore per vincere, nell’ottica di un quadro unitario — dice il deputato pd Luca Sani — il metodo di Baccelli è discutibile, perché c’era già un candidato scelto, però la questione politica che pone va affrontata. L’ultima decisione, tuttavia, spetta all’unione comunale». Serve quindi una coalizione ampia, è il ragionamento del Pd regionale che oggi proverà a spiegare grazie anche a un sondaggio commissionato dal nazionale che rispetto a sei mesi fa il quadro politico è cambiato (soprattutto perché oggi c’è Monti al governo).

E Tambellini? Lunedì alla direzione territoriale del partito lui non si è presentato perché «già investito del ruolo di candidato sindaco dopo un percorso ampio e democratico». Punto. E le famose sirene, cioè il Terzo Polo, cioè l’Udc che da queste parti ha un certo peso e può permettersi di giocare coi due forni in libertà? Di allearsi con la sinistra non vuole proprio sentire parlare. Diverso il discorso con il centrodestra, con cui il deputato Udc Nedo Poli mantiene da sempre un rapporto privilegiato. «Chiediamo discontinuità — aggiunge Giuseppe Del Carlo, capogruppo in Regione — e un allargamento della coalizione oltre i partiti, andando a pescare nella società civile. Noi vogliamo rimescolare le carte e chiediamo a Favilla di ragionare su una candidatura nuova». Ma di nuovo c’è poco. Alla guida del centrodestra c’è sempre lui; sindaco uscente e intermittente, nel senso che ogni tanto ritorna a sedersi sulla poltrona di Palazzo Orsetti (prima dal 1972 al 1984, breve parentesi di qualche mese nel 1988 e poi di nuovo dal 2007 a oggi). Qualche tempo fa se ne uscì dicendo di non vedere altri adatti a prendere il suo posto. Non ha fatto crescere nessuno — dicono nel Pdl — non ha lasciato eredi. Neanche i giovani ex Forza Italia, come Letizia Bandoni, assessore alla Cultura, che a smuovere un po’ le acque negli ultimi mesi ci ha provato, a partire dalla richiesta di fare le primarie lanciata con un documento pubblicato su internet. Il tentativo della giovane Bandoni però non è riuscito (anche perché, come dicono da queste parti, è «capannorotta», nel senso di Capannori e vale ancora il discorso di cui sopra).
Sempre oggi a Lucca arriveranno i coordinatori del Pdl Massimo Parisi e Riccardo Migliori per decidere che fare e come correre ai ripari. Anche perché intanto qualche candidato alternativo di centrodestra pronto a rosicchiare il bottino pidiellino, sempre meno ricco (alle ultime provinciali nei collegi di Lucca città il Pdl non è andato oltre il 23 per cento, mentre nel 2007 per le comunali era al 29,5), c’è, tipo quel Luca Leone, ex An, campione di preferenze, pronto a candidarsi dopo aver chiesto invano le primarie. Il centrodestra annaspa e il moderato Baccelli potrebbe approfittarne. E qui torniamo all’inizio di questa storia lucchese. Baccelli non esclude, di fronte al gran rifiuto di fare le primarie, di lanciare comunque una lista civica con il suo nome. Lui intanto manda segnali: «Mica ho chiesto le primarie per nulla». E adesso sono le sirene centriste a essere incantate da lui: «Con Baccelli candidato? Se ne può parlare», dice Del Carlo, al quale non dispiacerebbe vedere di nuovo un Baccelli alla guida di moderati e società civile. E pazienza se la Balena Bianca non c’è più.

David Allegranti

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1 Commento

Archiviato in Pd, Pdl, Politics

Una risposta a “Lucca, la città delle famiglie (anche nel centrosinistra)

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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