«Siete dei portaborse» «Commemorate i fascisti». Corteo foibe, si infiamma lo scontro fra i giovani del Pdl

dal CORRIERE FIORENTINO, 8/1/2012

«Sono a dir poco sconcertato dalle dichiarazioni del Coordinatore della Giovane Italia che puntano il dito contro un’iniziativa ormai storica del centrodestra fiorentino». Francesco Torselli, consigliere comunale del Pdl e fondatore di Casaggì, legge l’articolo del Corriere Fiorentino sulla manifestazione delle foibe e non si trattiene. Pubblica su Facebook una nota che in poche ore raccoglie oltre ottanta commenti. Molti sono di solidarietà. «Il corteo in ricordo dei martiri delle foibe — dice Torselli — è un momento di grande importanza per tutto il centrodestra», per l’alto «valore di ciò che si ricorda». E «l’unità del centrodestra e del Pdl è un traguardo importante per il quale tutti noi dobbiamo adoperarci. Se qualche ragazzino scalpitante non ha capito questo, occorre spiegarglielo ed anche ricorrere ad una tiratina d’orecchie». Poi, l’affondo: «Su una cosa però Macallè ha ragione: nella Giovane Italia vi sono giovani che provengono da culture politiche differenti. Infatti vi è chi proviene dalla militanza di sezione e si è formato volantinando di fronte alle scuole e nelle università e chi è cresciuto negli uffici formandosi come portaborse di qualche onorevole o di qualche consigliere regionale. Arriveranno, dopo i congressi del partito, i congressi giovanili ed allora ci conteremo». Parole che fanno infuriare il giovane Niccolò Macallè, ex Forza Italia, che ieri sul Corriere spiegava i motivi della sua lontananza ideale e culturale dalla «destra identitaria» di Casaggì: «I giovani ex Forza Italia si sono sempre contraddistinti per il loro lavoro in piazza, nelle scuole e nelle università. Il nostro movimento inoltre non ha mai fatto mancare il proprio sostegno alle iniziative del partito». Casaggì ha invece preferito «contraddistinguersi per gli attacchinaggi selvaggi sulle abitazioni private dei fiorentini, per le croci celtiche, e per, tra le tante, la commemorazione dei franchi tiratori fascisti». Quanto alle foibe, «la Giovane Italia oggi e i giovani di Forza Italia prima, si sono sempre fatti promotori di iniziative volte a creare una memoria condivisa scevra dalle speculazioni politiche. Casaggì cerca unità quando il 25 aprile invece di commemorare i caduti americani con noi, si reca a Trespiano a commemorare i repubblichini?», conclude Macallè ricordando «che questo partito si riconosce nei valori di democrazia e libertà propri del Ppe». Nel pomeriggio parte il fuoco di fila degli ex giovani azzurri, che si schierano con il coordinatore della Giovane Italia. Come il consigliere del Quartiere 1 Andrea Badò: «Adesso basta, è doveroso prendere le distanze da chi ancora oggi pensa di attuare o emulare tramite azioni o atti di qualunque tipo ideologie sconfitte dalla storia. Quest’anno abbiamo deciso di non partecipare al corteo in ricordo dei foibe per tutte queste motivazioni. Sul tema è nostra intenzione creare una me- moria condivisa questo però lo si fa informando la cittadinanza non strumentalizzando quei tragici avvenimenti». Due dirigenti nazionali di Studenti per le Libertà, il vicepresidente Michele Migliori e Ferruccio Botto, accusano il centro sociale di «inadeguatezza» e «inciviltà» e fanno la conta delle gesta di Casaggì: «Smisurati attacchinaggi in spazi non autorizzati, imbrattamento di muri, violenza verbale e metodi riconducibili a forza presunta solo in contesto di “gruppo”». E i «grandi» del Pdl? Vedono i loro ragazzi che si scannano e provano a disinnescare il dibattito con dichiarazioni alla camomilla (norma- le, siamo in fase congressuale): «Il partito farà la sua parte ma è doveroso che le istituzioni pensino a momenti in cui tutta la città faccia memoria», dice il coordinatore Gabriele Toccafondi. «Capisco le preoccupazioni di Macallè — aggiunge Achille Totaro — ma lo invito a partecipare al corteo insieme ai ragazzi di Casaggì, ai quali va il mio ringrazia- mento, e lo rassicuro: l’unica bandiera che vedrà sventolare sarà quella del tricolore». Più netta la posizione del coordinatore provinciale Nicola Nascosti: «Le croci celtiche non mi piacciono e non le condivido, però non sono d’accordo con chi dice che per ricordare le foibe il corteo non va bene e un convegno invece sì. Queste polemiche esisteranno finché non avremo un patrimonio comune di riferimento. Ma così è complicato fare il Pdl; se continua a mancare la sintesi, il Pdl rischia di restare un partito di carta anziché strutturato».

David Allegranti

1 Commento

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Una risposta a “«Siete dei portaborse» «Commemorate i fascisti». Corteo foibe, si infiamma lo scontro fra i giovani del Pdl

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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