Le foibe e il corteo con Casaggì, che spacca il Pdl

dal CORRIERE FIORENTINO, 7/1/2012

La manifestazione in ricordo dei caduti delle foibe da anni è uno dei cavalli di battaglia del centrodestra fiorentino. I più attivi, specie nell’organizzazione e nella logistica, sono sempre stati i militanti e i dirigenti di Alleanza Nazionale, da Achille Totaro a Francesco Torselli. Oggi a tutela di quell’eredità c’è Casaggì, il centro sociale vicino al Pdl, che per domani alle 17.30 ha or- ganizzato una «riunione generale della destra identitaria fiorentina in vista del grande corteo di sabato 4 febbraio in ricordo dei martiri delle foibe e di tutte le vittime del comunismo». La ricorrenza però cade in un momento complicato per la destra. Finora non c’era il fattore Casseri, il killer razzista e frequentatore di CasaPound che a dicembre ha ucciso due senegalesi prima di togliersi la vita. E nel Pdl gli ex Forza Italia preferirebbero utilizzare toni diversi ed evitare equivoci imbarazzanti. Stavolta a muoversi sono stati i giovani. Gli ex leader dei giovani azzurri Niccolò Macallè e Tommaso Villa hanno fatto presente il loro disappunto ai vertici del partito. Loro non sono contrari alla manifestazione, ma non vogliono avere niente a che fare con la «destra identitaria». «Io vengo da un’altra cultura», sottolinea Niccolò Macallè, coordinatore fiorentino della Giovane Italia, il movimento giovanile del Pdl, ed ex responsabile degli studenti universitari di Forza Italia. Niente croci celti- che come quelle che ci sono in Casaggì insomma: «Noi ci siamo dissociati da certe espressioni identitarie, non c’entriamo assolutamente nulla. Anzi, se vogliamo fare una discussione di teoria politica e della permanenza dei concetti di destra e sinistra, il Pdl doveva essere proprio la dissoluzione di queste categorie». Scenderete in piazza anche voi? «Stiamo valutando se partecipare. Casomai andremo non tanto per chi l’ha organizzata, ma per il ricordo di coloro che hanno sofferto le foibe». Anche fra gli «adulti» del Pdl, sponda forzista, c’è qualche perplessità. «Un conto è l’identità, un altro rinchiudersi in una nicchia» dicono nel partito. Entrare nel Pdl con il proprio bagaglio culturale è giusto; altra cosa è creare dei piccoli fronti in- terni in difesa del proprio orticello, è il ragionamento. Ma Casaggì non molla, anzi rilancia e prosegue il suo lavoro di organizzazione della riunione di domani e del corteo di febbraio. Prima dell’assemblea, verso le 15, si terrà un incontro ristretto del gruppo che fa riferimento all’ex ministro della gioventù Giorgia Meloni, i «gabbiani», per fare un primo bilancio dei congressi. I ragazzi della Meloni intanto sono riusciti a far eleggere alcuni membri nei coordinamenti provinciali di Arezzo (uno) e Grosseto (due). Sarà battaglia inve- ce a Siena, mentre a Firenze fino a qualche giorno fa sembravano essere rientrate le frizioni fra gli ex An e il coordinatore Gabriele Toccafondi (Totaro ha gradito le parole di apprezzamento del leader del Pdl fiorentino sul lavoro svolto in ticket). Torselli e gli altri ex nazional-alleati non lanceranno un candidato, però sicuramente sia a livello provinciale che cittadino presenteranno al partito le loro proposte: primarie, rinnovamento della classe dirigente, vin- colo di mandato. Il documento lo sta scrivendo proprio Torselli, consigliere comunale del Pdl, che nei prossimi giorni chiederà nuovamente con- fronti e incontri pubblici nelle varie realtà del partito, tra cui Casaggì. Insomma, altra carne sul fuoco del Pdl. Toccafondi avrà molto da fare nelle prossime settimane. E ora dovrà anche moderare i bollenti spiriti dei suoi giovani per la manifestazione in ricordo delle vittime delle foibe e dimostrare quindi che il Pdl — per citare la definizione di Massi- mo D’Alema a proposito del Pd— non è un amalgama mal riuscito.

 David Allegranti

Update con la replica di Francesco Torselli:

“Sono a dir poco sconcertato dalle dichiarazioni rese ad un organo di stampa dal Coordinatore cittadino della Giovane Italia che puntano il dito contro un’iniziativa ormai storica del centrodestra fiorentino, ovvero il corteo in ricordo dei martiri delle foibe e dell’esodo dei Giuliano-Dalmati e degli Istriani. Iniziativa storicamente organizzata da Alleanza Nazionale, ma negli ultimi anni sposata dal PdL. Anzi, gli stessi giovani ex Forza Italia che oggi Macallè dice di rappresentare, un anno fa vollero a tutti i costi contribuire, anche proficuamente, all’organizzazione della medesima iniziativa. Non capisco cosa sia cambiato da un anno a questa parte, anzi: come dice il nostro segretario nazionale, Angelino Alfano, stiamo finalmente superando la logica degli “ex” per diventare tutti “PdL al 100%”. Allora perché i giovani ex di Forza Italia sentono il bisogno di ritagliarsi spazi sulla stampa per rimarcare differenze ideologiche con chi proviene invece da Alleanza Nazionale? Una mossa politica figlia dell’inesperienza, mi auguro, perchè altrimenti significherebbe che qualcuno, dentro il PdL, ha paura del dibattito e del confronto.  E chi ha paura del dibattito e del confronto, in democrazia, è sempre un problema. Mi sento di rivolgere un appello ai vertici regionali e locali del nostro partito affinché non venga gettato a mare tutto il lavoro svolto, da loro stessi in primis, per l’unità e la crescita del PdL anche nella nostra regione. L’unità del centrodestra e del PdL è un traguardo importante, per il quale tutti noi dobbiamo adoperarci. Se qualche ragazzino scalpitante non ha capito questo, occorre spiegarglielo ed anche ricorrere ad una tiratina d’orecchie. Il corteo in ricordo dei martiri delle foibe è un momento di grande importanza per tutto il centrodestra: oltre che per l’alto valore di ciò che si ricorda (oltre 30.000 persone ammazzate perchè italiane) anche perchè Firenze è l’unica città d’Italia dove il fronte della sinistra più radicale organizza contro manifestazioni inneggianti a Tito, a Stalin ed agli infoibatori dei nostri connazionali. E proprio per questo il corteo, da anni, ha scelto di sfilare senza simboli politici, ma soltanto con le bandiere tricolori, proprio per richiamare al ricordo non solo una parte politica, ma tutti i fiorentini che non vogliono dimenticare i propri fratelli massacrati lungo il confine orientale nell’immediato secondo dopoguerra. Un motivo in più per giudicare estremamente fuori luogo il tentativo di divisione e di polemica politica sollevata dai giovani ex Forza Italia. Da Dirigente Nazionale della Giovane Italia, ascoltati i presidenti cittadino e provinciale della struttura, voglio comunque ribadire una cosa: la Giovane Italia, organizzazione giovanile del Popolo della Libertà, sarà presente al corteo, guidata dal proprio Presidente Nazionale Giorgia Meloni. Su una cosa però Macallè ha ragione: nella Giovane Italia vi sono giovani che provengono da culture politiche differenti. Infatti vi è chi proviene dalla militanza di sezione e si è formato volantinando di fronte alle scuole e nelle università e chi è cresciuto negli uffici formandosi come portaborse di qualche onorevole o di qualche consigliere regionale. Io sono convinto che questi ultimi rappresentino comunque una sparuta minoranza, in ogni caso non è adesso il momento di affrontare questa questione. Arriveranno, dopo i congressi del partito, i congressi giovanili ed allora ci conteremo”.

1 Commento

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Una risposta a “Le foibe e il corteo con Casaggì, che spacca il Pdl

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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