Da Empoli, l’addio. Per il Big Bang

dal CORRIERE FIORENTINO, 22/12/2011

Si era dato una scadenza: due anni di vita e lavoro a Firenze da assessore alla Cultura. Giuliano da Empoli sta per concludere la sua avventura in Palazzo Vecchio. Questione di poco tempo, forse poche settimane.
Tutto dipende da quando partirà la fase due del Big Bang, nella quale Matteo Renzi rilancerà la sua attività politica nazionale con un think tank che sarà diretto da da Empoli. Insieme a lui ci sarà anche Giorgio Gori, che ormai trascorre in città tre giorni alla settimana rinchiuso nella sede dell’associazione in via Martelli, dove nel 2009 c’era il quartier generale delle primarie, e dedica il resto del suo tempo non più alla televisione ma alla politica. Un iperattivismo che non tutti nel clan renziano gradiscono e che sta suscitando anche più di un malumore fra gli uomini più vicini al sindaco. Per qualcuno l’entusiasmo di Gori in questa fase così tranquilla è persino eccessivo. Non c’è più l’urgenza di fine ottobre quando la presenza di Berlusconi e il dibattito del Pd avevano creato il clima perfetto per la crescita di Renzi.
Da Empoli, spiegano da Palazzo Vecchio, considera esaurito il suo ciclo amministrativo, è pronto a dedicarsi a nuove attività politico-culturali. E l’addio all’assessorato gli permetterà di concentrarsi soprattutto sulla campagna di comunicazione, che Renzi lancerà a partire dal nuovo anno, evitando di sottrarre tempo al lavoro da assessore. Sono due ruoli distinti e in Palazzo Vecchio ci tengono a tenere separate i due incarichi.
E il suo successore? Non c’è e non è detto che alla fine ce ne sarà uno. In città qualche giorno fa è stato avvistato pure Philippe Daverio, che nel 2009 era uno dei papabili. Ma con ogni probabilità la visita del critico d’arte è stata solo una coincidenza, perché alla fine Matteo Renzi potrebbe ricorrere solo a risorse interne.
Il 2012 si aprirà con altri due Big Bang, uno il 14 gennaio a Palermo (organizzato anche da Davide Faraone, che vorrebbe candidarsi alle primarie per sindaco, ammesso che le facciano), l’altro a Milano per fine mese, ed è soprattutto Gori a spingere perché se ne faccia uno nel capoluogo lombardo, anche se fra i renziani c’è chi preferirebbe evitare. Il Nord è politicamente ben coperto, il vero problema è il Mezzogiorno, dove le inimicizie con due sindaci di peso come Michele Emiliano a Bari e Luigi De Magistris a Napoli rischiano di creare non pochi problemi di consenso in vista della battaglia per tentare il colpo grosso (primarie? Candidatura autonoma? Chissà).
Con una maggiore libertà da Empoli potrebbe anche riprendere il suo percorso intellettuale temporaneamente interrotto in questi oltre due anni. Tornare alla scrittura. Riflettere sulle offerte che gli sono arrivate negli ultimi mesi, alcune di queste provenienti anche da case editrici. L’assessore alla cultura ha dimestichezza con l’ambiente, visto che è autore di diversi saggi e in una sua vita precedente è stato amministratore delegato della Marsilio. Le dimissioni da assessore saranno contestuali al lancio della nuova fase, che dovrà tenere conto naturalmente dei cambiamenti introdotti dalla novità del governo Monti. Il WikiPd poteva andare bene, in quelle forme, fino alla caduta di Berlusconi. Adesso anche quella formula va riprogettata. Il silenzio di Renzi di queste settimane non deve ingannare. Sbaglia chi pensa che abbia deciso di mollare la presa. Tutt’altro. Anzi è proprio nei momenti in cui la pressione dei mass media cala che la politica lavora meglio. Se Renzi non parla quasi più di temi nazionali, la sua machine viaggia a pieno ritmo adottando un basso profilo. Riunioni con Faraone, Gori, da Empoli, Matteo Richetti. E anche con Marco Carrai. A Milano e Firenze soprattutto.
Nel 2012 sarà pubblicato anche il nuovo libro di Renzi, più politico e meno amministrativo. L’uscita prevista — primi mesi dell’anno — è stata rimandata all’autunno.

David Allegranti
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2 commenti

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2 risposte a “Da Empoli, l’addio. Per il Big Bang

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Anna Maria Bruno

    Un assessore che si da un tempo di lavoro pari a due anni (in un incarico che ne dura 5) la dice lunga sul “nuovo modo di fare politica” di Renzi & C. – ma era già tutto previsto fin dal 2009?? – ma, a parte questo, leggere questo articolo mi ha preoccupata: “riusciremo a superare la crisi (e a “salvarci”, secondo il lessico catastrofico tanto in voga ultimamente) se è questo “il nuovo che avanza” ? Per quanto mi riguarda ritengo Renzi, Gori, da Empoli & C. incapaci di affrontare e risolvere la crisi in atto e, semplicemente, perchè è gente che della crisi ne parla e ne sente parlare, ma non vivendola non la sente. Non ha quindi spinte e stimoli per fare quanto necessario per dare un cambio alla rotta, non vedendo (e soprattutto non sentendo) i problemi reali. Rimanendo in tema di cultura, l’incarico di da Empoli. Per quanto mi riguarda credo che con tale termine non si debba intendere solo l’organizzazione di mostre e spettacoli teatrali e musicali. Cultura è anche rispetto e salvaguardia degli usi e costumi del luogo. Me lo ricordo ancora il primo giorno che ho messo piede in Toscana e come, provendendo dalla più selvaggia ed arretrata Calabria, i miei occhi e la mia anima abbiano gioito ed esultato di fronte a tanta bellezza ordinata. Ci avete fatto caso a come è ridotta Firenze (ed altre città tra cui Pisa??). A girare per le sue vie centrali e periferiche sembra che una nuova specie di alluvione le sia passato sopra, lasciando al posto di fango e detriti sporcizia nelle strade e scritte e manifesti sui muri. Ma a parte gli Angeli del bello (da qualcuno definiti gli angeli del nulla) è stato fatto niente niente contro questo degrado sempre più evidente?? l’assessore alla Cultura pensa a fare bar camp e a partecipare a mostre e concerti, mentre l’assessore al decoro pensa a rifare il manto stradale che è importante ma certo non sufficiente.

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