Nelle praterie web neonazisti liberi. E candele virtuali

dal CORRIERE FIORENTINO, 16/12/2011

Dopo un attentato, i nomi delle vittime sono quelli che scivolano via nell’oblio più velocemente. Ci ricordiamo benissimo quelli dei killer, tv e giornali dedicano ampi servizi alle loro storie, che vite hanno vissuto quali libri hanno letto. Ricordare i carnefici in fondo è un esercizio della memoria più semplice, visto che gli elenchi dei sommersi sono lunghissimi. Sanno tutti chi è Breivik ma in quanti conoscono i nomi dei ragazzi che ha falciato?
Il vantaggio di Internet è che lo spazio è praticamente illimitato e la cooperazione permette di comporre una memoria collettiva. Il suo paradosso è che tutto ciò che incontriamo viene fagocitato, divorato, digerito in pochi secondi, il 2.0 è la versione aggiornatissima del panta rei, tutto scorre nella misura in cui gli attimi si mangiano a vicenda. Ma appunto — e qui sta il paradosso — la memoria collettiva lascia tracce, per questo il tentativo di CasaPound di cancellare gli articoli dell’omicida-suicida indica quantomeno una cattiva coscienza. Su Internet, dove la gente pensa di poter scrivere tutto quello che le pare senza conseguenze, sentendosi protetta da chissà quale anonimato, in queste ore sono spuntati decine di messaggi d’odio. Su forum come Storm Front. «Casseri eroe bianco vittima di un complotto volto a nascondere la verità, e cioè che Firenze è ormai contesa tra bande di sporchi negri criminali — scrive Longobord, uno dei moderatori del forum (forse sarebbe meglio dire smoderatori) — È ora che qualcuno faccia pulizia di questa immondizia negra! Via negri e stranieri dall’Italia». Tale Costantino invece, lo stesso che ha creato la lista dei «delinquenti italiani» inserendo anche la vicepresidente della Regione Stella Targetti, è incredulo: «Era un intellettuale, non un uomo d’azione, non credo abbia ucciso nessuno. È probabile sia stato incastrato». Da chi? Dai servizi segreti naturalmente. L’utente Utrotningen invece se la prende con i giornali, «di sinistra e di destra», che «finalmente han trovato la carogna da spolpare, da luridi sciacalli giudei quali sono. Due boeri bianchi sono stati vendicati. Quante altre migliaia ci vogliono per raggiungere la parità?». Ma come fermare questo delirio? «Esiste una legge Mancino che va applicata — dice il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi — perché non è possibile trovare su alcuni siti certa roba. Se non si ha uno scatto analogo come per il terrorismo, questo fenomeno rischia di perpetuarsi ancora e minare le basi della comunità». Su questi messaggi ieri il procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi ha immediatamente aperto un fascicolo: «Sono state avviate le indagini per identificare gli autori di questi messaggi». Su Facebook fino a ieri c’era anche il gruppo «Gianluca Casseri è morto per noi» (adesso sparito) che in poche ore aveva raggiunto quasi 6 mila mi piace. Su Storm Front invece c’è la foto di Casseri con la scritta «Ci mancherai». Ma per fortuna in Rete c’è anche altro. Il ricordo di Samb Modou e Diop Mor è affidato a disegni, fotomontaggi, le bandiere del Senegal, alcune con il giglio di Firenze dentro, che campeggiano sulle bacheche Facebook, avatar con una candela accesa in ricordo dei due senegalesi scomparsi. L’illustratore Claudio Sala sul suo blog Kontrapunkte ha pubblicato un’immagine dove i nomi di Modou e Mor sono scritti, col sangue, su un muro; sulla bacheca Facebook di Fulvio Abbate c’è la fotografia di una scritta: «Immigrati per favore, non lasciateci soli con gli italiani»; il fumettista Lorenzo Calza ha prodotto dei disegni dedicati a «Diop Mor, Samb Modou, caduti sul mercato».

David Allegranti

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1 Commento

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Una risposta a “Nelle praterie web neonazisti liberi. E candele virtuali

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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