La destra in cortocircuito sui fieri ragazzi di Dakar – Intervista a Buttafuoco

dal CORRIERE FIORENTINO, 15/12/2011

Pietrangelo Buttafuoco, scrittore, come si spiega questa tragedia?

«Partiamo da un dato di carne e sangue, e confrontiamoci con le storie degli uomini ammazzati; senegalesi che attraversano il buio e il mare per arrivare in Italia. Ne parlo anche in “Cabaret Voltaire”; la loro eleganza e la loro fierezza sono quanto di meglio si possa immaginare nel nostro orizzonte di occidentali stanchi, deprivati e perduti di qualsiasi identità. Quindi chissà cos’è successo nella testa di questo squinternato per scegliere proprio loro come bersaglio, con la loro nobilità e il loro senso dell’avventura; tutte cose che si possono trovare nei sogni e negli immaginari jungeriani ed evoliani. C’è un cortocircuito spaventoso. Fa gioco la criminalizzazione e sarebbe devastante privare questo mondo fatto di suggestioni e di simboli e ridurlo al rango di simili pazzie».

Quindi, secondo lei, la vicinanza a CasaPound non c’entra nulla.

«CasaPound è una cosa diversa rispetto alle stupidaggini dell’estremismo di destra; se c’è un marchio di identificazione della stupidità, nell’estrema destra ne trovi a bizzeffe. Ma CasaPound non ha il linguaggio nostalgico che invece i giornali vogliono darle. I politici d’accatto e i giornali sono più feroci nel perseguirli di quanto lo sia la stessa polizia. Pensiamo allo stesso simbolo della tartaruga: è creato apposta per non utilizzare un armamentario vecchio e ridicolo».

Ma in questi centri sociali non rischia di accendersi anche qualche fiammella d’odio?

«È ovvio che loro devono fare un’operazione di riflessione e ripensamento, come diceva anche Alessandro Giuli, ma non c’è nessuna connessione fra questa storia orrenda e CasaPound; qualsiasi loro sede è aperta a chiunque voglia entrare. A Roma nelle loro cantine trovi batterie e amplificatori con cui suonano, fanno musica e canzoni. Prendiamo anche i manifesti: la grafica ha un linguaggio che non rientra nei canoni di una volta».

Il razzismo non abita a CasaPound insomma.

«Se ci sono fosse solo l’ombra o un cenno di razzismo io non ci metterei mai piede. E invece ce lo metto volentieri: è l’unica realtà di destra che non corrisponde ai clichè idioti di razzismo e cecità ideologica cui volentieri si offrono le altre mille sigle della galassia dell’estrema destra. CasaPound ha cercato sempre di utilizzare un linguaggio, un cifrario e uno stile che non corrispondono al nostalgismo. Le loro espressioni tipicamente giovanili — di ragazzi stiamo parlando — sono concentrate nella musica, nelle aggregazioni e nell’attività di solidarietà. C’è una criminalizzazione nei confronti di CasaPound che viene da lontano, perché la sua assenza di nostalgia diventa un motivo accattivante presso l’opinione pubblica. E questo a qualche giornale non piace».

Buttafuoco, non vedrà mica un complotto dei giornali?

«Non si tratta di complotto: è un riflesso condizionato, è Pavlov con la scodella per il cane. È accanimento nei confronti di CasaPound, che non corrisponde alle solite caricature. E non c’è niente di peggio del neofascismo idiota e caricaturale di tutti quelli che straparlano senza avere senso del reale e che non vivono in contemporaneità con il proprio tempo. Faccio un esempio: qualche tempo fa c’è a Roma c’è stata una manifestazione dei black bloc e nelle redazioni era circolata ad arte la voce che dietro di loro ci fossero militanti di CasaPound mimetizzati; se fosse stata vera sarebbe successo l’inferno. Ma CasaPound è una struttura aperta, tantissimi ospiti di sinistra sono intervenuti a presentare libri, dalla Concia a Sansonetti. Ed è meschino il calcolo di qualche consigliere comunale del Pd che pensa che CasaPound sia una fabbrica di mostri. Andassero a vederla».

Ma davvero secondo lei l’azione di Casseri non ha motivazioni politiche?

«È ovvio che questo squinternato pescasse dentro i propri incubi. È materia pericolosa. Qualsiasi libro diventa incendiario, anche Breivik citava la Bibbia, ma non per questo la Bibbia merita di essere trascinata nella sua follia. Ripeto, dal dopoguerra a oggi c’è stato un processo di mostrificazione della destra. Faccio un esempio schifoso: quando a Roma arrestarono un coordinatore di circolo del Pd nessuno volle — giustamente — accusare il Pd in quella vicenda orrenda. Fosse stato del Pdl avrebbero fatto una puntata in tv sul corpo delle donne nell’era di Berlusconi. La destra in Italia ha fragilità di linguaggio e handicap che agevolano la mostrificazione. E io non mi stanco mai di dire ai ragazzi di CasaPound che se devono trovare un ideale che corrisponde alle loro letture, lo cerchino più volentieri in Oriente, nell’Induismo o nell’Islam che altrove».

David Allegranti
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6 commenti

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6 risposte a “La destra in cortocircuito sui fieri ragazzi di Dakar – Intervista a Buttafuoco

  1. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Pingback: “Una revisione generale” « flâneurotic

  3. Uno dei tanti

    Bravo Buttafuoco. Bravo.

  4. santo codraro

    Caro fratello Buttafuoco chi ti scrive ha fatto il tuo stesso percorso e guarda caso conosciamo le stesse persone di Parma,Milazzo. Spero condividi con me che viviamo in un tempo molto cupo e che la cosa mi-
    gliore è cercare non solo di combattere il nostro ego sottomettendolo e ciò immagino che tu sappia a cosa mi riferisco e la medicina non è ne l’odio ne l’arroganza ma l’amore di colui che è vicino a noi come la ns. vena giugulare. Tutto ciò come da un tedesco a Cattolica è un’illusione e citando Rumi non seguite la dualità che è pura illusione in quanto nella tomba porteremo solo il ns. corpo e nient’altro e come pronunciato dal mio maestro di Cipro che Alessandro il grande ha chiesto ai suoi collaboratori e familiari di essere sepolto con le mani fuori dalla bara e ciò a significare che di questa vita non portava niente con se’ se non il suo corpo. Aggiungo inoltre che viviamo un’epoca in cui le persone non si fermano a riflettere una sola ora che è meglio di 70 di atti di devozione. Sto leggendo il suo ultimo libro e da milazzese che da zero si sforza di andare verso l’uno trovo interessante il modo in cui narra la storia del comandante Cicala, d’altra parte sentito il suo linguaggio nell’intervista in Sicilia in cui ne faceva la presentazione ho riscontrato solo coerenza. Spero che Dio ci preservi dagli avvenimenti futuri nell’attesa della restaurazione della fine dei tempi.

  5. Elena Manzoni di Chiosca

    Sapevamo bene che, fatto il colpo di Stato per imporci un euro che nessuno vuole più, la sinistra al potere avrebbe cominciato a colpire con tutti i mezzi chi ha il coraggio di dire la verità.
    Dalla violenza con cui ci viene imposto, senza elezioni, di pagare gli errori degli altri, alla violenza con cui si colpisce chi non si adegua. La stampa segue l’onda, anche i giornalisti devono sopravvivere, tengono famiglia come la casta che, abolito il voto di preferenza, non rappresenta che se stessa.

  6. Pingback: "Comodo sparare su CasaPound" - Pagina 5 - Politica in Rete Forum

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