E l’assessore, a 27 anni, dà l’addio alla politica. Per dedicarsi a Google

dal CORRIERE FIORENTINO, 8/12/2011

CERTALDO — Nell’Italia della gerontocrazia, dei sessanta-settantenni al potere — dal governo alle università, dai partiti alle aziende — capita qualche volta che gli under trenta riescano a bucare lo schermo.
Diego Ciulli ha 27 anni, ha dedicato gli ultimi dieci alla politica. A 17 faceva parte della segreteria toscana della Sinistra giovanile, dal 2007 al 2010 è stato consigliere regionale e fino a ieri era assessore alla scuola e all’innovazione del Comune di Certaldo. Ieri mattina ha rassegnato le dimissioni, mollato gli incarichi di partito, tra cui quello da assistente di Leonardo Domenici, e si è tuffato nella sua nuova avventura: Google. Il giovane Ciulli tre mesi fa è stato assunto dalla creatura di Larry Page e Sergei Brin, e nelle ultime settimane si è trasferito a Roma dove lavora al dipartimento relazioni istituzionali come policy analyst. È una storia molto americana, a ritmo di merito e gioventù. Ciulli ha mandato il curriculum seguendo la procedura d’assunzione indicata su Google, nella sezione jobs, dove si trovano le offerte di lavoro. Dopo alcuni colloqui gli è arrivata una telefonata da Dublino, dove ha sede il centro europeo: «Mr. Ciulli? You’re hired», complimenti, sei assunto. «Mi sono laureato a dicembre dell’anno scorso, e dopo 10 anni di vita politica in prima linea mi è capitato qualcosa di nuovo. Lavoravo con Leonardo e ci stavo benissimo, ma Google è Google», racconta Ciulli, che ha qualche consiglio per i suoi coetanei: «Sembrerà retorico quello che sto per dire, ma sono due le cose importantii: studiare l’inglese e avere un po’ di ambizione». L’esperienza con Domenici, spiega Ciulli, «è stata entusiasmante; Leonardo non un politico nato digitale però è molto curioso. Io per la parte politica e Andrea Trapani (portavoce dell’europarlamentare, ndr) per la parte comunicativa, abbiamo lavorato bene insieme. Nessuno avrebbe mai detto che Domenici avrebbe lanciato un webmagazine, Euprogress, e che si sarebbe iscritto a Twitter. Eppoi stando dentro la politica europea non ti occupi solo delle beghe del Pd». Ciulli è sempre stato molto critico nei confronti del Pd, un po’ come Domenici. «Ma lo sarò ancora, con l”impegno civile ci sono cresciuto. Quindi continuerò a seguire la politica con la solita passione».
L’ambiente Google, anche quello italiano, è molto informale. Sulla mitologica sede di Mountain View c’è una consistente letteratura fatta di tavoli da ping pong e divani che coccolano i dipendenti. E anche Ciulli, che pure non è ingegnere (è laureato in economia), può beneficiare come tutti i Googler di una delle regole più famose della casa madre Californiana e dedicare il 20 per cento del suo tempo a progetti personali senza rendere conto all’azienda. «Google incentiva molto la creatività», dice Ciulli che però non può entrare troppo nei dettagli.
E mentre a giro non abbondano i posti di lavoro, il motore di ricerca continua ad avere bisogno di persone. «Stiamo cercando collaboratori esperti e dinamici con ottime capacità relazionali e di vendita per il nostro team europeo. Se vi attira l’idea di un’avventura di adrenalina pura, Google è ciò che fa per voi!», scrivono nella sezione jobs. Ci sono ancora quattro posti liberi, uno di questi è da senior policy manager. Se vi volete occupare di diritto d’autore, privacy, libertà d’espressione, gestire rapporti con partiti, istituzioni, associazioni di categoria, lobby, vi serve una laurea, esperienze di lavoro precedenti a contatto con governi o think tank. E naturalmente un inglese fluente.

David Allegranti
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1 Commento

Archiviato in Pd, Politics

Una risposta a “E l’assessore, a 27 anni, dà l’addio alla politica. Per dedicarsi a Google

  1. Diego Ciulli è la dimostrazione che fin kè ti piangi addosso non vai da nessuna parte se ti lamenti delle “Macchine Blu” dei prezzi del Ristorante al Senato questi criticoni della “Casta” cosidetta mi sembrano poi proprio quelli che se si trovassero nella medesima situazione del Politico di turno si comportoerebbero esattamente allo stesso modo.
    Diego ha centrato un problema che in Italia è duro da insegnare ai giovani…lo studio della lingua Inglese è fondamentale per un apertura di orizzonti più ampia che non si limiti a Chiasso e Mentone.
    Grazie dello spazio Marco.

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