E per la Leopolda bis un aiuto dall’uomo di Prodi

dal CORRIERE FIORENTINO, 23/10/2011

BOLOGNA — I contatti fra prodiani e renziani arrivano a una svolta. Alcune delle proposte che saranno lanciate il prossimo fine settimana al «Big bang» porteranno anche la firma di Giulio Santagata, ministro per l’attuazione del programma nel governo Prodi, fondatore nel 2005 della Fabbrica del Programma che è servita per l’elaborazione del programma dell’Unione, curatore delle due campagne elettorali di Prodi per le primarie e le elezioni politiche del 2006. Lo rivela Matteo Richetti, presidente del Consiglio regionale emiliano. Il nuovo compagno di viaggio di Matteo Renzi non capisce la polemica sul poco tasso di democraticità garantita e certificata alla Leopolda, come se non fosse un’iniziativa ideata da dirigenti e iscritti al Pd: «Alla Leopolda ci sono contenuti che stiamo scrivendo a quattro mani con Giulio Santagata, che ha fatto il responsabile della Fabbrica del Programma e che è disponibile a ragionare con noi, ovviamente in un lavoro che il giorno dopo sarà messo dentro il Pd. Cosa facciamo, anche Santagata è fuori dal Pd secondo lo schema bizzarro di qualcuno? Ma stiamo scherzando?».
Non scherziamo affatto: Santagata è un prodiano doc. A dimostrazione che, se non il Professore, almeno il mondo che gira intorno a lui tiene molto d’occhio Renzi. Per dire: per giovedì sera era in programma una riunione dei parisiani per decidere chi, a partire da Arturo Parisi in persona, sarebbe andato da Renzi. Intanto però al Big bang ci sarà Santagata, e ci sarà anche Richetti, che lancerà una proposta sulle pensioni: «Il sistema contributivo per tutti da subito». Comunque Richetti avverte di non essersi iscritto a nessuna corrente, neanche a quella di Renzi, ammesso che esista. Per questo è venuto anche in piazza Maggiore «con la massima attenzione, perché da qui escono proposte utili e necessarie. Nessuno mi dica che le proposte del Pd ci sono sono già, perché sappiamo la fatica che stiamo facendo per arrivare a una sintesi politica nuova». Ma in fondo, nota qualcuno, questa è Bologna, casa sua, come può non abbondare nei toni morbidi?
In attesa, tuttavia, di vedere quali saranno le innovazioni renziane, ieri a Bologna è stato presentato un nuovo sistema di instant poll via cellulare, inventato dal fiorentino Samuele Mori. Durante la convention si poteva partecipare a un sondaggio componendo un numero di telefono che anziché far partire una telefonata lanciava un sondaggio con domande sul Pd, il rinnovamento della classe dirigente e della politica in generale. Alcuni dati, uno divertente l’altro più serio: secondo il sondaggio, il 75 per cento si sente un innovatore, solo il 5 per cento un rottamatore e il 20 nessuno dei due. Ma il dato politicamente più interessante è sul modello di alleanza: il 69 per cento dei votanti civatiani sceglie una coalizione con Pd, Sel e Idv. Il consigliere regionale lombardo legge i numeri e dalla platea partono gli applausi. Un pubblico «leftist» e molto presente nei sommovimenti della società civile, come testimonia anche l’attenzione di Civati & co. al referendum elettorale contro la legge elettorale Porcellum.

David Allegranti

Twitter: @davidallegranti

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