I veri Tq scrivono ai Tq del Pd

Dopo che ne avevamo parlato la settimana scorsa sul Corriere Fiorentino, i TQ (quelli veri, cioè gli scrittori) scrivono un documento rivolto ai TQ bersaniani del Pd, intitolato “‘TQ’: (non solo) un problema di nome”.

Eccolo:

A quanti, la mattina del 16 ottobre, hanno sfogliato un giornale non sarà sfuggita la notizia della “giovane” generazione del PD pronta a riunirsi a L’Aquila. Le assemblee costitutive di correnti e sottocorrenti si susseguono l’una all’altra: i PD “aquilani” si contrappongono ai “rottamatori” e propongono un patto di fedeltà con i vertici del partito, Bersani in particolare. In tutto questo TQ non c’entra niente: se non che, apprendiamo, pure i filobersaniani si dicono “TQ”, e si commercializzano come tali a mezzo stampa.
Lo fanno per consuetudine, da circa due mesi: non solo oggi, in previsione dell’incontro dell’Aquila.
Abbiamo provato a ricostruire la vicenda di quello che per noi, TQ sin da aprile, appare come un (non troppo gradito) omaggio, da parte dei “creativi” del Pd, alla nostra capacità di lanciare sigle di successo. Già l’ultimo giorno di agosto, alla Festa nazionale del PD di Pesaro, Matteo Ricci, presidente della provincia di Pesaro e Urbino e ospite della manifestazione, convoca i sedicenti “TQ” del partito, rassicurando (attraverso la stampa) che non intende creare inquietudine alle gerarchie. La sigla è prontamente ripresa da quotidiani, network radiotelevisivi locali, agenzie: è resa appetibile dalla grande attenzione mediatica che la TQ primigenia, costituita in primavera da scrittori, editor, saggisti e “lavoratori della conoscenza”, ha ricevuto sino ad oggi.
 Ci siamo fin da subito dichiarati aperti alla partecipazione dei più: non pensavamo a tanto zelo da parte di istituzioni evidentemente a corto di mezzi simbolici. Le eventuali risorse di competenza, serietà, autonoma capacità di iniziativa di cui TQ potrà dare prova sono a disposizione dell’intera comunità, non di un partito tra gli altri. Le analogie che possono stabilirsi tra TQ e la generazione emergente dei dirigenti nazionali del PD sono, fino a prova contraria, meramente anagrafiche: ma la questione generazionale è un’opportunità, per TQ, di incontrare altre generazioni e differenti soggetti sociali.
Chiediamo dunque ai nostri coetanei del Pd un supplemento di immaginazione: producete un nome vostro. Oppure, se vi sta a cuore il progetto TQ, mandate una vostra lettera di motivazione, come invitiamo a fare nel nostro sito (http://www.generazionetq.org/aderisci-a-tq/). Considereremo volentieri la vostra richiesta.

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