Due punto zero / Steve Jobs tra i giovani cannibali

dal CORRIERE FIORENTINO, 8/10/2011

Girano sui siti internet le foto delle manifestazioni studentesche di ieri, fiorentine e non, piene di gente con la loro brava faccetta da Facebook. Protesta «all inclusive», contro il governo, le politiche scolastiche e già che c’erano ci hanno messo pure il capitalismo, neanche fossero dei Fassina qualunque. Mancavano probabilmente cori contro Cecchi Gori, ma se ci fossero stati nessuno si sarebbe stupito.
Striscioni, volantini, cartelli, «Basta tagli al sociale, abbattiamo il capitale», «Siamo qui perché questo governo non ci dà futuro», «Il mio sogno da grande è fare l’escort», «Penso quindi lotto», pugni chiusi verso il cielo, soliti fumogeni, solite magliette, solite scarpe, solite parole d’ordine. Ieri però c’era qualcosa di nuovo nell’aria. Due giorni fa se n’è andato Steve Jobs, e quindi deve essere sembrato normale
per i manifestanti rubare il suo testamento — il testamento di Stanford — e trasformarlo in un messaggio anti-Gelmini.
Il video del discorso passava di cellulare in cellulare come una sigaretta rollata. Bé, il fondatore di Apple non è stato ancora seppellito e a giro tutti adesso ripetono di essere folli e affamati per sentirsi liberi di fare un po’ come cazzo gli pare.

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