Renzi & C. sull’asse Firenze-Torino

dal CORRIERE FIORENTINO, 1/10/2011

Spunta tra Firenze e Torino — o Piemonte, per mantenersi larghi ed evitare di indispettire chi torinese di nascita non è — un possibile asse Nord-Centro, i cui contorni naturalmente sono ancora tutti da delineare e approfondire. Diamo un’occhiata ai nomi di alcuni personaggi con cui Matteo Renzi, in vista della sua nuova avventura nazionale, ha avviato un dialogo. Alessandro Baricco, Oscar Farinetti, Piero Fassino, Sergio Chiamparino. Cos’hanno in comune? Sono tutti piemontesi. A questo breve e incompleto elenco aggiungiamo anche il nome di Fabrizio Palenzona, il «camionista banchiere», vicepresidente di Unicredit, con cui i renziani hanno avuto, anche di recente, diversi contatti. Cattolico ed ex diccì, Palenzona per quasi dieci anni è stato presidente della Provincia di Alessandria, dal 1995 al 2004. Darà anche lui il suo contributo a quella specie di manifesto politico-programmatico, le «Cento idee per l’Italia», che sarà prodotto alla Leopolda 2 di ottobre? Chissà.
La simpatia fra Renzi e Fassino è cosa nota. «Credo che Piero — disse Renzi in campagna elettorale, pochi giorni prima dell’elezione dell’ultimo segretario dei Ds a sindaco di Torino — abbia dato una dimostrazione di come tutti i dirigenti nazionale dovrebbero fare e spesso non fanno, non tutti hanno la voglia e la forza di mettersi in gioco».
Del predecessore, il «Chiampa», invece ha sempre detto di considerarlo un «modello» mentre l’ex sindaco di Torino definì Renzi una voce «iconoclasta» che fa bene al partito. Rispetto alla vicenda Marchionne hanno entrambi inseguito una linea eterodossa. «L’approccio del Pd alla questione Fiat è stato all’insegna di una grande incertezza», disse Chiamparino. «Mi rendo conto che il leader di un partito come il nostro senta la necessità di provare a tenere “tutti dentro”. Ma alcune cose non sono state chiare. E da quella incertezza è scaturita la linea del dire sì agli investimenti, no a tutto il resto». Critiche condivise anche da Renzi. Certo è che qualche distinguo in più fra il sindaco di Firenze e il Chiampa c’è stato, per esempio sulla vicenda di Arcore. E anche sulla Leopolda. «Io a Firenze a ottobre? Non mi hanno invitato, dove non mi invitano non vado».
Ma Torino, o Piemonte appunto, non vuol dire solo rapporti politici o amicali con un gruppo di imprenditori come Farinetti, che aprì il suo Eataly nel capoluogo sabaudo nel 2007, e intellettuali come Baricco. Vuol dire anche un pezzo di Banca Intesa Sanpaolo, che è nata appunto dalla fusione della milanese Banca Intesa e della torinese Sanpaolo Imi e ha la sua sede principale proprio a Torino.
Le mosse dei renziani in vista della nomina del nuovo presidente dell’Ente Cassa di Risparmio, alla quale seguirà l’anno prossimo quella del presidente della banca, sembra rientrare in questo scenario, visto che il presidente della Cassa siede anche nel consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, proprietaria dell’istituto di credito fiorentino.
Mantenere buoni rapporti con l’establishment finanziario, grazie soprattutto ai consigli e alle conoscenze di Marco Carrai, in questa fase di fund raising è importante per Renzi. Di certo gli imprenditori che lo supportarono nel 2009 da soli non sono più sufficienti.
C’è bisogno di altro per una campagna elettorale nazionale, e più l’affare s’ingrossa, più a Renzi servono sponsor per lanciare l’assalto alla capitale. Non è che uno si candida alle primarie per la guida del Paese giocando la carta simpatia di Pep Guardiola e prendendo i voti degli amici su Facebook. E naturalmente serve qualcosa di più anche dal punto di vista politico, serve un appoggio dentro il partito, e tra i MoDem c’è chi appunto come i parlamentari Ceccanti, Vassallo e Tonini sta facendo una battaglia sulle primarie che sembra fatta apposta per lui.
Aggirare e scardinare Roma calando dal Nord. In fondo è dal Nord che sono arrivate le operazioni politiche recenti più interessanti (interessanti anche nel loro disastro finale). Precisamente da Milano. È lì che è nato il berlusconismo, è lì che è nata Forza Italia, è lì che è nata la Lega, è lì che è nato Craxi. Mica a Gallipoli.

David Allegranti
Twitter @ davidallegranti
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