La Centology-Italia Ci Sarà anche Baricco

dal CORRIERE FIORENTINO, 30/9/2011

Chiusa la partita dei «cento luoghi», cui ha dedicato le ultime settimane lasciando che fossero i romani a duellare sulle primarie ed evitando così di apparire interessato, Matteo Renzi può aprire il file delle «cento idee», il programma-manifesto che sarà lanciato alla Leopolda di ottobre. Sembra che stavolta l’organizzazione sarà meno improvvisata dell’anno scorso, quando tutto fu messo in piedi in venti giorni e i renziani cercarono di raccattare all’ultimo minuto qualche ospite prestigioso. Quest’anno le cose dovrebbero andare diversamente, con interventi più qualificati per non dare l’impressione dello speaker’s corner. A dare un contributo ci sarà anche lo scrittore Alessandro Baricco. Lui, raggiunto al telefono, dice di non conoscere ancora la data della convention (28-29-30 ottobre) ma aggiunge: «Ci andrei volentieri». La conferma arriva però da ambienti vicinissimi al sindaco. Altra presenza confermata è quella di Oscar Farinetti, l’inventore di «Eataly», con cui il sindaco — prima dell’ipotesi nuovo stadio — aveva trovato un accordo per costruire una cittadella del gusto nell’area della Mercafir. Ma il binario è doppio. Da una parte c’è la Leopolda, dall’altra le primarie. Alcuni deputati di MoDem, la minoranza democrat che vale il 25%, ieri l’altro si sono ritrovati per proseguire il ragionamento sulla leadership del Pd avviato in settimana. C’erano, ha scritto Repubblica, Stefano Ceccanti, Salvatore Vassallo e Giorgio Tonini, i tre parlamentari che nei giorni scorsi hanno chiesto una verifica sul segretario Bersani — via primarie — qualora si andasse a elezioni nel 2013. «Inutile girarci attorno: i rischi che tra due anni il nostro partito si ritrovi nelle stesse condizioni in cui si ritrovò Occhetto con il suo Pds nel 1994 esistono davvero», ha detto Tonini intervistato dal Foglio.
Tutto grano per il mulino della rottamazione, che naturalmente fa indispettire i bersaniani. L’altra sera, all’inizio dell’assemblea alla Mercafir, dove c’era il sindaco, alcuni dirigenti del Pd fiorentino (ai quali poi è stato chiesto di smettere dagli organizzatori) hanno distribuito volantini sulla manifestazione nazionale del 5 novembre a Roma e sull’incontro che il segretario Bersani ha in programma a Firenze il 14 ottobre. Praticamente un’azione di disturbo. Parallelamente, è l’iniziativa dei veltroniani a far discutere: «Continuare ad arrovellarsi, come fanno i colleghi Vassallo, Tonini e Ceccanti, su come mettere in discussione la leadership del Pd non è solo un comportamento privo di buon senso, ma dà la misura dello scollamento rispetto ai problemi reali del Paese, alle difficoltà che vivono gli italiani e all’impegno che i nostri elettori ci chiedono», dice Luca Sani, parlamentare e coordinatore della segreteria toscana del Pd. Aprire oggi una «discussione astratta su cosa potrebbe succedere nel caso in cui si andasse a votare prima o poi, invocando un congresso preventivo, è una proposta autoreferenziale che può soddisfare solo le aspettative di chi non ha condiviso il risultato del 2009 o di chi è mosso da un’irrefrenabile carrierismo. Ma non si possono fare congressi ogni anno nella speranza che esca il risultato più gradito».
Lo scontro è evidente e non si ferma solo alla leadership del Pd. In ballo c’è anche la presidenza dell’Anci, una partita cui Renzi tuttavia non è (più) interessato. La scelta sarà fatta a Brindisi fra il 5 e l’8 ottobre e il sindaco fiorentino ha molta simpatia per il collega di Torino, Piero Fassino, che potrebbe essere il candidato che mette d’accordo tutti se alla fine non si risolvesse il duello fra Michele Emiliano (Bari) e Graziano Delrio (Reggio Emilia), due sindaci pd in lotta per la presidenza. Renzi spinge per Fassino. «Ci stiamo lavorando — spiega Davide Zoggia, responsabile Enti locali del Pd — Noi vogliamo essere di aiuto nel rispetto del ruolo di ciascuno e soprattutto dell’autonomia che ha sempre contraddistinto l’Anci». Detto questo però Zoggia esprime una preferenza: «Il nostro è un grande partito nazionale che rappresenta tutto il territorio e Emiliano sarebbe adatto al ruolo anche perché esponente del Sud d’Italia da sempre così bistrattato». La sortita però non piace a Renzi: «Il presidente dell’Anci lo decideranno i sindaci che hanno vinto le elezioni, non i candidati presidenti della Provincia che hanno perso le elezioni», dice riferendosi appunto a Zoggia, sconfitto nel 2009 alle provinciali a Venezia. «L’idea che il responsabile enti locali del partito dia la linea è un’idea che appartiene a un concetto di partito che andava bene nel secolo scorso. Siamo nel 21esimo secolo, spero che se ne accorgano tutti». Così parlò il sindaco dei cento punti, dei cento luoghi, delle cento idee. Praticamente, il fondatore di Centology (copyright di Marco Bazzichi).

twitter @davidallegranti

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