Due punto zero / Mali necessari

Ammette D’Alema – che domenica era a Firenze alla festa del Pd, ascoltato da tanta gente quanta ce n’era per Renzi il giorno prima – di essere “una figura politica controversa nell’ambito della sinistra” però è anche vero che “c’è una parte del mondo della sinistra che si riconosce in quello che io ho rappresentato e rappresento”. Su YouTube c’è un’intervista di Zoro in cui l’ex premier racconta la sua adesione sofferta al Partito Democratico. Cosa farsene infatti, diceva già anni fa D’Alema, era il 1999, di un partito in cui c’è un po’ di ambientalismo e un po’ di giustizialismo che vanno tanto di moda, un po’ di sinistra – ma come Blair che sta in Inghilterra e quindi è abbastanza lontano – un po’ di cattolicesimo democratico, un po’ di democrazia, almeno nel nome, tanto democratici in fondo lo siamo tutti? “Auguri, io non ci credo”, disse. Poi il Conte Max ha cambiato idea. Cose che capitano, anzi che scilipotano. Ma se ha cambiato idea, è giusto si sappia, lo ha fatto per noi. E continua a essere lì per noi. Per noi che non abbiamo mai avuto una barca e non abbiamo le scarpe in pelle di muflone albino spettinato. Ok, D’Alema ci ha proprio convinti. Anche lui è come la sinistra. Anche lui è un male necessario.

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Dicono che al gruppo Pdl di Palazzo Vecchio da giorni stiano arrivando coperte, whiskey e pezzi di cioccolato per superare la nottata.

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