Il treno di Super Ceccobao (altro che il Chinassi)

di DAVID ALLEGRANTI dal CORRIERE FIORENTINO

È fatta: il sindaco di Firenze non ha più bisogno di cercare un assessore all’urbanistica a cui affidare le deleghe che ancora tiene per sé, non c’è bisogno di sedurre e abbandonare le varie Titte Meucci promettendo posti che mai arriveranno.
L’uomo giusto al binario giusto è Luca Ceccobao, capotreno in aspettativa, già sindaco di Chiusi (è nato a Sarteano, lì vicino) e assessore alle infrastrutture e ai trasporti della Regione Toscana che, accusa Renzi, vorrebbe «decidere lui dalla Regione l’urbanistica di Firenze».
Il problema però, dice il sindaco, è che parla troppo, è un «chiacchierone». «Ci vuole un bel coraggio», ribatte il chiusino su Facebook, dove si trova un fotomontaggio dell’assessore in versione Superman. Super Ceccobao, classe 1970, è il prodotto della filiera corta a chilometri zero Pci-Pds-Ds, dal produttore (il partito, anzi il Partito) al consumatore (l’elettore), coltivato in quella terra politicamente fecondissima dove tutto si tiene. Politica e finanza, lo strapaese delle beghe interne al Pd, e i grandi numeri del Monte dei Paschi. D’altronde, lo spiegò anche Ceccobao quando venne scelto: la sua nomina «è il risultato che riguarda tutto il sistema Siena: le forze politiche della coalizione — a partire dal Pd — ma anche le istituzioni, le associazioni di categoria, le forze sociali e tutto il territorio». Il «sistema Siena», cioè appunto il Pd (o per meglio dire i vecchi Ds), il Monte e i dintorni.
Militante nella Fgci, segretario provinciale della Sinistra Giovanile, consigliere comunale a Chiusi dal 1988 al 1994, membro del cda dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale di Siena nel 1991, deputato della Fondazione Mps dal 2001 al 2009, assessore a Chiusi dal 1998 al 2002 prima di diventare sindaco con una lista civica. Nel 2007 ha rivinto le elezioni con il 78,02%, una roba che oggi il Chinassi di Campi e Sestograd può solo sognarsi. Altro che il municipalismo protoleghista della Piana, è il «sistema Siena» quello che funziona davvero! Gli ex compagni di partito nei Ds se lo ricordano quando era giovane. «L’ultima volta che l’ho visto sorridere erano gli anni Novanta», scherzano. Ma questa è una cosa che si sente dire spesso anche di Filippeschi, il sindaco di Pisa, anche lui della filiera corta a chilometri zero, lato pisano. «Sì ma la differenza fra lui e Ceccobao è che Filippeschi non rideva neanche da ragazzo. L’altro perlomeno quando era giovane e più spensierato un sorriso gli scappava».
Diversi anni dopo LC si trova a gestire parte dell’eredità di Riccardo Conti, in mezzo allo scontro fra Comune e Regione che va avanti a colpi d’agenzia e di Facebook. I fronti aperti sono parecchi, basta vedere lo scambio di cortesie fra Ceccobao e Filippo Bonaccorsi, presidente di Ataf, sulla vendita dell’azienda di trasporto fiorentina. Bonaccorsi lamentò un taglio della Regione sul trasporto pubblico locale, l’assessore rispose che il «ritornello della Regione che si accanisce contro Firenze è falso», che se l’Ataf perde quattrini mica è colpa di Rossi e che comunque, nonostante i minori trasferimenti del governo, «siamo riusciti a ridurre i conferimenti alle varie province solo del 4 per cento, Firenze compresa». Nessun sfavoritismo insomma.
E il fatto di essere assessore ai trasporti e dipendente di Trenitalia come si concilia? «Io — spiegò in un’intervista al Corriere Fiorentino — sono un capotreno, non ho alcuna influenza sulla politica aziendale. La mia posizione non è né incompatibile per legge, né inopportuna perché appunto non incidevo certo sulle decisioni dell’azienda. E tra cinque anni giudicherete se ho fatto gli interessi di Trenitalia o quelli della Regione e dei toscani».
Alberto Monaci, che è delle sue parti ma lui direbbe che Siena con Chiusi c’entra poco (i senesi sono piuttosto rigidi sull’identità: tutto ciò che non è Siena semplicemente non è Siena), di solito inventa memorabili soprannomi per i dirigenti del suo partito («Shrek», Manciulli; «Barbina», Gelli; «Barbagialla», Pistelli; «Sisifo», Rossi; «Orecchi», Cocchi). Ecco in questo caso gli basta il cognome.

twitter.com/davidallegranti

1 Commento

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Una risposta a “Il treno di Super Ceccobao (altro che il Chinassi)

  1. Paolo Scattoni

    Assessore all’urbanistica? Non lo consiglio, Da sindaco (urbanistica ad interim) non è riuscito a dare a Chiusi il Piano Strutturale (avvio del procedimento 1998!!!).

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