SPUNTI

di DAVID ALLEGRANTI dal CORRIERE FIORENTINO

QUANDO IL SINDACO E’ IN VACANZA

Renzi è volato in Sicilia per una breve vacanza con moglie e i tre pargoli, e quando il sindaco non c’è i topi (assessori, consiglieri, assistenti, portaborse) ballano, si fiondano a ogni sagra della ficattola o festa del Pd, partecipano a convegni e dichiarano molto alla stampa. Vedono gente, fanno cose. Vanno all’Hard Rock Cafe a vedere quant’è ganzo il nuovo locale americano nato al posto del Gambrinus. Si sentono liberi e liberati. Da Empoli diventa commissario della pedonalizzazione e annuncia sfracelli postmoderni; la Giachi passa dall’inaugurazione di un fontanello d’acqua potabile a una riunione romana sulla scuola di magistratura a Castelpulci, e trova pure il tempo per ascoltarsi i Simple Minds in piazza della Repubblica e andare alla serata delle Officine; la Di Giorgi alterna un convegno sui 130 anni di Pinocchio a un incontro sull’imprenditoria femminile in Toscana, talvolta portandosi dietro la Cianfanelli e facendo comunicati congiunti; Giani porta a spasso consiglieri del Pd per mostrare loro le bellezze del Palazzo che non avevano mai visto; e poi c’è Nardella, il vicesindaco con delega al 2014, il violinista di Torre del Greco, che mentre Renzi ha appena iniziato a fare il bagnetto a Taormina inaugura il suo nuovo sito superfico, darionardella.it (speriamo per lui che non abbia scelto Aruba come server), in cui si trovano anche le sue videolettere. «Un modo per raccontare me stesso e ciò che faccio. Mi attendo commenti, anche severissimi». Insomma è luglio, è tempo di vacanze. C’è chi va al mare e chi in campagna (elettorale).

LA BENEFICENZA (GIAPPONESE) DI PISTOIA

Che bella la beneficenza, quando il cuore s’allarga e la manica pure, che bella la beneficenza quando mettiamo mano al portafoglio — per la ricerca, per i bambini che muoiono di fame, per costruire un nuovo ospedale —, che bella la beneficenza quando riesci a fare un gesto di magnanimità. Che bello insomma quando fai come il sindaco di Pistoia Renzo Berti, che a maggio era andato a giocare con la Nazionale dei sindaci ad Ascoli Piceno e a Perugia. Per beneficenza naturalmente, e badate bene non era lì per aiutare qualche parlamentare romano che non riusciva a trovare una casetta nella Capitale. Era lì per dare aiuto alle famiglie numerose e a Sendai, città giapponese colpita dal terremoto, come scriveva ieri il Tirreno. Be’, deve essere stato proprio un bel viaggio fra andare e tornare. Prendi, vai, giochi, magari mangi, poi rivieni, poi una settimana dopo riparti, rigiochi e ritorni. Berti, di professione medico, ci è andato con la macchina personale, ha speso 443 euro e — si sono accorti due consiglieri di Fli leggendo una determinazione dell’ufficio comunale affissa all’albo — quando è rientrato ha messo tutto in conto all’amministrazione. Ben fatto. D’altronde lui la beneficenza la fa ai giapponesi, mica al Comune di Pistoia e ai pistoiesi.

L'”OPERA INGEGNERISTICA” IN UN PAIO DI JEANS

Dice che il prezzo dei jeans è aumentato, un po’ come il latte e la benzina. Il costo grezzo, ha calcolato Repubblica, è 56,06 dollari. Poi alla fine con le spese aggiuntive il prezzo previsto (da 140 a 160 dollari) diventa al dettaglio di 310, che in euro sono 217. Ecco quelli di Cavalli arrivano a costare fino a 1.500 euro, perché — spiega lo stilista, intervistato dal quotidiano di Ezio Mauro — dietro un jeans «c’è un’opera ingegneristica e creativa da non sottovalutare». Ingegneria, non scienza delle merendine, è chiaro? Eppoi quando «un jeans diventa oggetto di culto non può essere valutato facendo il conto della spesa. Ricerca e creatività dove la mettiamo?». Ognuno, figurarsi, è libero di spendere i suoi soldi un po’ come cacchio vuole. Auto, vestiti, donne. Le vetrine di Firenze sono piene di «opere ingegneristiche» che costano un mucchio di quattrini, segno che c’è qualcuno che le compra ed è pure felice di farlo. Il punto è che qualche tempo fa un paio di turisti hanno comprato gelati a 15 euro e ci si è scandalizzati dicendo che erano troppi. Vero. Qualcuno però ci spieghi qual è la differenza — se il prezzo è bene in vista e si è consci di cosa si sta acquistando — fra un gelato a 15 euro e un paio di jeans made in China o Bangladesh, o dove perbacco li fanno, prodotto a 40 euro e rivenduto a 200 euro o giù di lì.

RIPRODUZIONE RISERVATA

10/7/2011

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