E per Santa Maria Goretti neppure un pensierino

di DAVID ALLEGRANTI dal CORRIERE FIORENTINO

Allora compagni, in mezzo a tutto questo casino, fra pornosegretarie che fanno filmini e poi spariscono in Danimarca o giù di lì, Province salvate in Parlamento dal Pd che voleva abolirle a parole ma nei fatti si astiene, e scazzi interni sulle Officine — a proposito, ancora non abbiamo capito bene: ce l’hanno il certificato democraticamente corretto oppure no? — ci aspettavamo che almeno uno straccio di punto fermo rimanesse. Dobbiamo ancora riprenderci dallo choc di un partito dove ci si acciglia per un paio di festini ad Arcore e poi però si fa il bunga bunga della segretaria, anche se almeno abbiamo capito che gli amplessi non sono patrimonio solo della destra. Però, ecco, ci aspettavamo che ieri, cacchio, ieri — che era il giorno di Santa Maria Goretti, e ben lo sappiano noi che ci svegliamo tutti i giorni con l’Avvenire in una mano e il caffellatte nell’altra, noi che appunto teniamo d’occhio tutti i santi come insegna anche Enrico Rossi — insomma ci aspettavamo, speravamo persino, che qualche convegno sulla santa targato Pd almeno spuntasse fuori da queste parti. Che si organizzassero proiezioni collettive nelle case del popolo, dove, compagni, s’era detto di tornare perché il Pd non può essere tutto Facebook e distintivo. E invece no. Manco mezza riga, manco un comunicato a supercazzola congiunta del segretario regionale Andrea Manciulli e del suo responsabile Enti locali Stefano Bruzzesi. Abbiamo perfino sperato che Rossi, dal suo viaggio cinese, facesse arrivare via social network un ricordo, una parola, un sorriso ripensando a quanto eran belli i nostri tempi quando Berlinguer, mica uno qualunque — Berlinguer!, Enrico, il segretario, uno con una tempra morale che avrebbe intimidito i Crozza d’Italia —, indicava negli anni Cinquanta due modelli donna da seguire: Santa Maria Goretti e la partigiana comunista Renata Viganò. Certo, allora non c’era internet, c’erano altri modi probabilmente per soddisfare l’ego della gente, le segretarie non facevano filmini, e le Serracchiani, se ne esisteva qualcuna, non diventavano famose grazie a YouTube con qualche palata di fango al partito. Dunque ieri ci siamo affrettati, appena svegli, a cercare sul profilo Facebook del Presidente almeno un paio di righe che non fossero solo sui cinesi. Che poi, diciamocelo, son compagni pure loro però ora son diventati più capitalisti degli americani! Invece niente. Giusto qualche aggiornamento meteo sulla Cina. «Oggi a Hangzhou 37 gradi con il 90 per cento di umidità. Una vera sauna a cielo aperto. Ma la sorpresa più bella è stata la visita al centro e-commerce Taobao che realizza 2 miliardi di yuan di vendita al giorno con 5 milioni di consegne. Stiamo pensando di sperimentare la vendita in Cina di prodotti tipici toscani».
Ora, caro Presidente, non ci sogneremmo neanche lontanamente di paragonare un lampredotto alla santa, però, per favore, visto che l’altro giorno aveva detto parlando della pornosegretaria di San Miniato, che Berlinguer indicava ben altri esempi, ecco, prima di tornarsene a casa, almeno ai vecchi compagni del partito comunista cinese gliela spieghi lei la lezione di Maria Goretti. Loro, senz’altro, potranno apprezzare di più.

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7/7/2011

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