Se lo stop alle auto è di sinistra (e il bus di più)

di David Allegranti, dal Corriere Fiorentino

Nel traffico, che è trasversale perché rompe le scatole a tutti — a destra e sinistra — rimangono alcune certezze, nonostante tutti i muri di Berlino crollati e le ideologie morte nel sottoscala del Novecento. La politica è liquida e l’identità smarrita, indefinita, senz’altro. Ma il Suv perbacco, come fa a non essere di destra con quei suoi sette chilometri scarsi con un litro, e la bicicletta, ecologica e poco ingombrante, come fa a non essere di sinistra? Sicché vien da chiedersi, gaberianamente, da che parte stia la pedonalizzazione. È di destra o di sinistra? Non è né di destra, né di sinistra — dice Andrea Barducci, presidente della Provincia — perché siamo tutti d’accordo che il centro va reso più vivibile. Però oltre a questo obiettivo va salvaguardata la residenza, mantenendola nel centro storico, una condizione che migliora la qualità della città e che deve valere anche per chi esercita attività economica nel centro. Se si allontana i residenti evidente che la pedonalizzazione è un dato negativo; se la gente continua ad abitare in centro si sconfigge la rendita, altrimenti lo consegniamo a banche e professionisti» . Insomma, poi vedremo quali saranno i risultati della pedonalizzazione a marchio Renzi. Intanto però mi permetto di sollevare un altro problema: la zona pedonale va bene, ma ci vuole il trasporto pubblico. Bisogna agire sul trasporto su gomma. E poi, portiamocela questa benedetta tramvia in centro…» . Magari in Duomo, vecchio pallino del Pd che l’aveva messo anche nei suoi programmi, poi abbandonato per via del nuovo corso renziano che ha costretto anche quelli favorevoli al borbottio amareggiato. «La pedonalizzazione funziona nella misura in cui trasporto pubblico porta persone in centro» , sottolinea Barducci. «La tramvia dal Duomo non è una bandiera ideologica, ma se la gente poi va via facciamo un disastro. Un po’ di concertazione non guasta. Non lo vogliamo chiamare così? Allora chiamiamolo approfondimento» . Il pensiero di Barducci è condiviso da altri nel Pd, anche nel gruppo consiliare di Palazzo Vecchio. Sicché appare chiaro che la pedonalizzazione è di sinistra, ma la pedonalizzazione aperta agli Ataf lo è ancora di più. Altrimenti, come dice Ornella De Zordo, vince la «dottrina del salotto buono» (che è di destra come il Suv), nella «logica dell’immagine prima di tutto. La vetrina scintillante in bella mostra, le magagne scaricate altrove» . Ed è di destra, naturalmente, il «robustissimo stanziamento per la pavimentazione di via Tornabuoni» , nota via dei fighetti, mentre il resto delle strade proletarie son piene di buche. Spiega Massimo Mattei, l’assessore alla mobilità democrat ma dalle venature vendoliane, che la pedonalizzazione «è di sinistra, e non ho dubbi che tutto il movimento ambientalista, che da sempre chiedeva determinati impegni da parte dell’amministrazione, sia contentissimo. La sinistra ha trovato il sindaco che dopo trent’anni di dibattito rispetta questi impegni e fa le cose» . Quanto a quelli nel Pd che invece non apprezzano, dice Mattei riferendosi a Barducci e agli altri critici: «Noto invece una lentezza di pensiero in una certa sinistra, il che mi fa venire in mente una frase di Mao quando gli chiesero una valutazione sulla rivoluzione francese: ‘ È presto per dirlo’, rispose lui. C’è sempre una sinistra che ragiona, riragiona poi non fa niente. Noi invece siamo postmaoisti» . Ma se invece la pedonalizzazione, come il traffico, fosse trasversale, o quantomeno, stando alla geografia, di centro? D’altronde la pedonalizzazione, come concetto, piace al centrodestra; Galli nel 2009 voleva chiudere il centro alle auto. Purché abbia una logica, dice Gabriele Toccafondi, coordinatore cittadino del Pdl. «La pedonalizzazione fatta a bischero è di sinistra renziana. Fa avere un articolo in più sul Times, ma fa stare la gente diverse ore in fila, perché tutti passeranno dall’unica strada rimasta libera, i viali» . Toccafondi dice che la pedonalizzazione andrebbe fatta dopo: «Prima bisognerebbe fare la metropolitana da nord a sud, poi la circonvallazione, poi aspettare la terza corsia in autostrada, poi finire la tramvia. La pedonalizzazione fatta così è solo uno slogan. Quindi, parafrasando Nanni Moretti, direi: caro Renzi, fa’ qualcosa, di sinistra, di destra, ma fa’ qualcosa» .

28/5/2011

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