RENZI, ROSSI E IL DADO. CHE FARE DOPO LO SCHIAFFO AL CAV.

Dal Corriere Fiorentino

Per riassumere: Berlusconi ha preso uno schiaffo a Milano che la metà bastava, il Terzo Polo come il dado Knorr, buono per farci un brodino, il Pd esulta ma a Napoli e Milano il centrosinistra in vantaggio grazie a candidati che vengono dall’Idv e da Sel. La gente di sinistra gioisce, nei bar, dal tabaccaio, su Facebook, sfotte il Cav. che aveva puntato tutto, e ha perso, sull’estremismo. Ma forse sarebbe un errore per il centrosinistra confondere una parte con il tutto, pensare cioè che Milano sia l’Italia. Questo discorso vale anche per la Toscana, dove il Pd vince e il Pdl si dimostra ancora una volta incapace di elaborare un’alternativa credibile; non danno neanche la colpa a loro stessi, i dirigenti berlusconiani, ma agli elettori toscani che, dicono, «non sono ancora pronti per il cambiamento» . Da qualche tempo nella sinistra toscana vive il dualismo fra Enrico Rossi e Matteo Renzi. Nel Pd, per non scontentare nessuno, i dirigenti regionali preferiscono dire che esiste piuttosto un «modello tosca- no» , senza sottolineare le differenze che fra i due ci sono, e sono forti. La domanda è che tipo di «modello» il Pd voglia ambiziosamente proporre all’Italia. Sono due sinistre diverse quelle che hanno in testa Rossi e Renzi (qualcuno direbbe, e lo dice, che forse nel caso del sindaco non si può neanche parlare di sinistra, ma tant’è). Rossi, commentando i risultati del voto toscano, ha detto che in «Toscana il centrosinistra vince, e vince bene. Ma questa affermazione sarebbe stata valanga, oltre il 60%, se la sinistra fosse stata unita ovunque» . E non era unita a Grosseto, dove anzi il Pd ora va al ballottaggio scontando l’alleanza con l’Udc. Dice Rossi, insomma, che c’è bisogno di una «sinistra identitaria, non statalista ma nemmeno succube del liberismo berlusconiano» . Una sinistra, aggiunge il presidente a Repubblica, che difficilmente può allearsi con l’Udc e vincere, a meno che non ci siano «emergenze democratiche» . Fino a qualche mese fa però Rossi diceva che il centrosinistra si sarebbe dovuto allargare anche ai centristi. Renzi invece notoriamente con l’identità della sinistra ha sempre qualche problema, spesso gli rinfacciano di essere un criptoberlusconiano, ma invece è proprio così che è riuscito a vincere, allargando il proprio bacino elettorale al centrodestra. Tuttavia, anche lui come Rossi dice che adesso Bersani non deve inseguire il Terzo Polo, che è «una creazione mediatica» (anche se, per la cronaca, dopo aver detto no all’Udc nel 2009 quando c’era da comporre la coalizione, la maggioranza di Palazzo Vecchio ha tentato un abbocco con i casinisti proprio qualche settimana fa). Il Pd, dice il Cyberscout, deve evitare «la caccia spasmodica alla Santa Alleanza» . Ma, come lo stesso Renzi ha spiegato una volta, questo non significa escludere Sel, semmai i Verdi e la Federazione della Sinistra, che invece con Rossi sono al governo della Regione. Resta poi da capire cosa Renzi e Rossi vogliano fare dell’Idv. Entrambi hanno problemi con i dipietristi, che in Comune scalpitano per riavere un assessore, ma si accontenterebbero della presidenza del Consiglio, e probabilmente non avranno né l’uno né l’altra, mentre in Palazzo Bastogi va spesso in scena il braccio di ferro con l’assessore Marson. L’esplosione italvalorista c’è stata alle regionali, ma non alle comunali, in cui invece il livore di Beppe Grillo contro la politica di quelli «tutti uguali» ha raccolto percentuali interessanti. In questo caso, la soluzione renziana è quella di far proprie alcune istanze grilline per svuotare il serbatoio del comico genovese: la battaglia sui costi della politica, l’innovazione tecnologica. Quale sia dei due il modello vincente per l’Italia, ancora, non si è capito. Senz’altro però è un modello che non si fa imporre i candidati di altri partiti, com’è successo a Milano con Giuliano Pisapia e a Napoli con De Magistris. Ma forse anche perché, per parafrasare Rossi, tutto sommato la Toscana è un posto tranquillo.

David Allegranti 18/5/2011

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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