Lucca, anni di promesse nel vuoto. E i panni (pd) stesi su Facebook

Dal Corriere Fiorentino

LUCCA— Ogni tanto a Lucca spunta fuori qualcuno, un ministro, un dirigente dell’Anas, un assessore regionale, che presenta e firma un «protocollo d’intesa» . Oppure, se va meglio, annuncia progetti come a dire che si passati dalle chiacchiere a qualcosa di più solido. Inevitabilmente però ci accorge che i quattrini che servono sono troppi o che le resistenze del territorio da asfaltare o traforare sono difficili da sconfiggere. Nel 2001 il Cipe redasse un elenco delle opere infrastrutturali considerate strategiche da inserire nella legge Lunardi. Tra queste c’era, nientemeno, che un «progetto di fattibilità di un nuovo collegamento autostradale Lucca-Modena» . Nel corso del tempo il progetto ha assunto vari nomi con cifre astronomiche, naturalmente precedute da intese «storiche» fra Stato e Regione e seguite dai vari «ecco il tracciato» e riecco il tracciato» . Nel 2005 ci fu anche una cerimonia per presentare il progetto del Lotto Zero. C’erano l’allora presidente del senato Marcello Pera, l’allora ministro delle infrastrutture Pietro Lunardi, l’allora ministro dell’ambiente Altero Matteoli, l’allora presidente di Anas Vittorio Pozzi. 480 milioni di euro per decongestionare il traffico di Lucca, attraversata da 6 mila camion al giorno. Pozzi, ottimista, disse che i lavori sarebbero partiti nel giro di 18 mesi. Nel 2006, governo Prodi, nuovo ministro Di Pietro spiegò che quattrini non ce n’erano. Meglio quindi concentrarsi sulla realizzazione della tangenziale est. Anche in quel caso, grandi discorsi annunci di progetti. Fino all’aprile scorso, quando a Roma, Anas, Regione, Governo, Comune e Provincia di Lucca si sono trovati a firmare un altro protocollo d’intesa per realizzare tangenziale e altre opere. Duecento milioni per farle. Insomma, non si fosse capito, Lucca provincia hanno un problema di trasporti e viabilità. Problemi di strade ma anche di treni. Qua invocano il raddoppio della linea Pistoia-Lucca (nel 2008 un altro protocollo d’intesa ha messo nero su bianco la realizzazione alla modica cifra di 257 milioni di euro). «C’è sempre la viabilità di 70 anni fa qui» , dice Giuseppe Del Carlo, lucchese e capogruppo Udc in Regione. Mentre tutte le altre province hanno le loro tangenziali, Lucca non l’ha realizzata per via delle divisioni» . Del Carlo distribuisce colpe a destra a sinistra (un po’ come l’Udc che si distribuisce nelle alleanze, a Grosseto con il Pd, a Lucca col Pdl): le divisioni nel centrodestra si sommano all’opposizione della sinistra in Regione a progetti giudicati faraonici: «Finora è stato tutto un bluff, solo proclami. Li ha fatti prima la Regione e poi li ha fatti Matteoli» . L’amministrazione uscente spera che finalmente il ministro porti i soldi. Anche perché, in generale, i tagli ai trasferimenti statali son parecchi e l’aiuto dei privati non è sufficiente. Anche qui come a Siena c’è una fondazione bancaria, quella della Cassa di Risparmio di Lucca, ma in confronto al Monte dei Paschi le erogazioni sono spiccioli (quasi 22 milioni quest’anno). Urge insomma una soluzione al traffico. Problema sentito come la disoccupazione, che anche qua colpisce parecchio. A partire dal terzo trimestre 2010 la cassa integrazione straordinaria è aumentata di oltre il 233 per cento rispetto al 2009. Secondo le stime dell’amministrazione provinciale, il numero di occupati è calato da circa 163 mila di fine 2009 a circa 160.500 di fine 2010; il tasso di disoccupazione ha superato nella seconda parte dell’anno il 10%, con punte vicine al 30%per i giovani con meno di 25 anni. Di rifiuti, poi, impossibile non parlare. Qui c’è l’impianto di selezione di Pioppogatto e quello di Falascaia, che un inceneritore oggi chiuso dopo essere stato messo sotto sequestro dalla magistratura con l’accusa di irregolarità nello smaltimento dei rifiuti. Tutti, Pd e Pdl, vorrebbero chiuderlo e realizzare un impianto di compostaggio, perché l’altro, dicono, puzza, inquina e costa un sacco di soldi (soprattutto di tariffe, che fanno lievitare le bollette). Ma rescindere il contratto con la Tev, controllata della multinazionale francese Veolia, che gestisce l’impianto, potrebbe non essere così semplice come chiede a gran voce il Pd della Versilia (l’impianto è a Pietrasanta). C’è poi la paura alluvioni. Tutti hanno ancora negli occhi (e non solo negli occhi) lo straripamento del Serchio, di cui si vorrebbe completare l’innalzamento degli argini; insieme al miglioramento della rete fognaria nell’Oltreserchio potrebbe servire a evitare il disastro del Natale 2009. Le competenze fra istituzioni si mischiano. Ma d’altronde anche la campagna elettorale qui è così: fra qualche giorno si vota alle provinciali ma il clima è già surriscaldato per le comunali del prossimo anno ed è come se i due voti si fossero sovrapposti e saldati. «Anche perché la sinistra ha annusato l’idea di poter vincere in città» , dice Maurizio Dinelli di Forza Lucca, che mettendosi l’abito terzopolista candida presidente Giuliana Baudone, ex consigliera regionale, oggi consigliera comunale a Lucca, dove il sindaco uscente Mauro Favilla, un ragazzo del ’ 34, ha già annunciato che potrebbe ricandidarsi perché non vede eredi. Mentre a Lucca Dinelli e Baudone sono in maggioranza, per la Provincia non c’è stato modo di fare accordi col centrodestra. Niente alleanza con Gabriele Brunini, ex presidente delle Misericordie, che in quelle vesti non è riuscito a ricomporre la scissione tra Firenze e Rifredi da una parte e la Confederazione nazionale e regionale dall’altra, scelto dal centrodestra in quota Udc, che qua sta nonostante tutto con il Pdl. «Non siamo organici al centrodestra come prima, questa volta c’è un progetto politico dove noi siamo protagonisti» , si difende Del Carlo. «Il centrosinistra ha invece percorso un’alleanza con la sinistra radicale, che dovevamo fare?» . In effetti Stefano Baccelli, l’uscente, ex Dc-Ppi-Margherita, ha fatto una coalizione buttando dentro tutti: Pd, Idv, Sel, persino la Federazione della Sinistra e altri (non i socialisti nenciniani che hanno candidato un loro uomo, Graziano Pancetti). Campagna di comunicazione affidata a Claudio Velardi (che a Napoli lavora per Gianni Lettieri, candidato sindaco del Pdl). Simboli di partito abbastanza nascosti, colori blu e arancione sui manifesti. E quando parla, Baccelli sembra un dirigente dell’Apt: «La mia provincia è il luogo ideale per vivere» , ha esordito in un’intervista al Tirreno. Facebook trionfa. Baccelli, che si definisce «moderatamente gobbo» , ciuffo e passione per la moto, ormai su Fb si è lanciato col cazzeggio. Mette foto dei suoi panni stesi ad asciugare, tra questi una maglietta del Pork Day. La ben nota personalizzazione della politica. Lo fanno in tanti. C’è chi scrive persino che ha perso col figlio alla Playstation. Ora però Baccelli ha lasciato andare la mano sulla tastiera e ha creato pure il logo del «partito della lavatrice» . «Cresce il partito della Lavatrice! Newsweek per denunziare il maschilismo nell’era Berlusconi scrive che ‘‘ il 95%degli italiani non ha mai fatto il bucato!’’ Su Io Donna, a pag. 91! Si vede che Tina Brown, la direttrice di Newsweek, non segue il mio profilo Fb… avrei alzato la media, ne faccio due o tre a settimana! Ma come fate a non votarmi.. dove lo ritrovate un Presidente così!?!… Sono avanti!!!» . Segue risata ed emoticon, una faccina sorridente stilizzata. (4. Fine. Le precedenti puntate sono state pubblicate il 19 aprile, Arezzo, il 26, Grosseto, e il 5 maggio, Siena)

David Allegranti 12/5/2011

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