«Murate e reality di Mtv? Contrasti, ma Firenze va»

Dal Corriere Fiorentino

di David Allegranti

Dice Giuliano da Empoli, assessore alla cultura di Palazzo Vecchio, a distanza di qualche giorno dalle polemiche sul concerto di Mtv e l’arrivo dei supercafoni del reality americano «Jersey Shore» , che il rischio trash è sempre in agguato. Ma è inevitabile che sia così. «Forse non c’è nei musei, nelle cose finite, morte, in cui il trash viene filtrato via. Ma nelle cose vive, quindi anche nelle città vive, il trash esiste. Il punto è capire quanto pesa il trash sul totale. C’è un fatto interessante: nessuno mette in discussione che in questo momento ci siano molte cose nuove in città; ciò che qualcuno mette in discussione è la qualità o la tipologia di questi accadimenti».

Ed esiste appunto un problema nella qualità dell’offerta?

«In questi giorni abbiamo sia il concerto di Mtv che l’apertura delle Murate, sia Notte Bianca che l’inaugurazione della stagione del Maggio musicale fiorentino. Poi c’è Jersey Shore. C’è tutto questo, insieme. Ai posteri la sentenza! Però a me sembra interessante che in una fase di crisi come quella attuale, a Firenze ci sia tanta energia. Poi magari si può discutere pezzo per pezzo delle singole cose. È chiaro che sono più affezionato alle Murate che a Jersey Shore» .

Appunto, che c’entra Firenze con Jersey Shore?

«Credo molto poco, e ho un’opinione molto negativa di Jersey Shore. Però bisogna anche chiedersi che cosa vogliamo essere. Abbiamo chiamato noi Jersey Shore? No. Siamo entusiasti della loro presenza? No. Vogliamo proibirgli di essere a Firenze? Credo di no; non ci saranno particolari concessioni del Comune, anzi ci sono delle regole. Però, come al solito, bisogna tenere conto delle varie cose: due settimane fa abbiamo fatto un regolamento sulla pubblicità che taglia del cinquanta per cento le affissioni e mette alcuni paletti; qualcuno ha detto “grande mossa”, qualcun altro, come Oliviero Toscani, ha detto “censurate pubblicità, che è la forma di espressione artistica prevalente al giorno d’oggi”. Noi cerchiamo di trovare un equilibrio fra queste esigenze» .

Riprendiamo la sua domanda. Che cosa vuole essere Firenze?

«Firenze ha una missione importante, quella di diventare un modello. Se ne parlava in occasione della presentazione del libro di Tomaso Montanari (docente di storia dell’arte all’università Federico II di Napoli, ndr). Il quale individua in Firenze l’epicentro di un certo tipo di degrado e malcostume nella gestione della cultura, ma traccia anche una possibile via d’uscita: mettere una serie di tecniche di marketing e di comunicazione moderne al servizio non di progetti effimeri ma della costruzione dell’identità della città. Un bellissimo orizzonte, ed è la direzione nella quale proviamo ad andare. L’esempio delle Murate è la strada giusta. Uno spazio aperto da mezzogiorno a mezzanotte, sette giorni su sette. È la prima volta in città che si fa un’operazione del genere. Io non credo che i residenti che si sono lamentati del concerto di Mtv si lamenteranno delle Murate; saranno un luogo tranquillo e civile, però abitato tutte le notti da cultura» .

Non c’è il rischio che Firenze venga considerata l’Ibiza del centro Italia per ragazzini di 16 anni e la Disneyland del Rinascimento per gli adulti?

«Questo rischio ci potrebbe essere se i processi venissero lasciati a loro stessi senza essere governati. Il rischio esiste perché la pressione del mercato va in questa direzione. A Firenze, la spinta allo sfruttamento della rendita è sempre fortissimo, perché basta alzare la saracinesca e abbindolare un turista su venti, che non tornerà mai più. Stiamo cercando di fare uno sforzo collettivo, dal regolamento sulla pubblicità a quello draconiano sulle somministrazioni, alla riduzione dei permessi nella Ztl. Contemporaneamente però c’è l’apertura delle Murate, nuovo polo d’attrazione. Tutte iniziative che vanno nella direzione opposta alla Ibiza per sedicenni e alla Disney del Rinascimento per gli over 35» .

Però ci sono i salami in piazza Santa Maria Novella.

«Non so, saranno dei salami straordinari… Io so che tra 3-4 giorni ci sarà il progetto di Avatar, un gruppo di architetti fiorentini, fra i più interessanti di questo momento, che farà un’installazione per la Notte Bianca e che rimarrà per le settimane successive. Per quel giorno mi auguro che salami saranno andati via…» .

L’Estate fiorentina si dividerà fra Murate, Oblate e Cascine. Che cosa volete fare alle Cascine?

«Stiamo cercando un imprenditore privato che si faccia carico della gestione dell’anfiteatro delle Cascine, non solo quest’anno, ma anche per un periodo più lungo. Pubblicheremo un bando la prossima settimana. Ci sono una serie di eventi già previsti, ma se vogliamo far decollare le Cascine c’è bisogno di un imprenditore privato. Noi non siamo esattamente degli organizzatori di concerti. Da soli l’abbiamo fatto l’anno scorso perché l’anfiteatro non era ancora pronto, ma quest’anno sono stati completati i lavori» .

A giugno per il premio Von Rezzori ci sarà anche Zadie Smith. Sa già quale sarà l’ospite internazionale del prossimo anno?

«Il premio ha la sua direzione e la sua giuria, spetta a loro valutare. A me piacerebbe portare Bret Easton Ellis. Se la cornice non sarà quella, lo porteremo in un’altra occasione. Vorrei però aggiungere una cosa sul tema degli imprenditori privati» .

Prego.

«È un momento in cui c’è bisogno di nuovi imprenditori in campo culturale. Il tempo delle mancette è finito. C’è bisogno di soggetti che invece di lamentarsi e passare sei mesi l’anno a cercare di capire se il contributo sarà aumentato di 1.500 euro o diminuito di 1.200, mettano a punto un progetto e ci investano sopra, non solo soldi ma anche talenti. Le Murate sono il luogo delle associazioni culturali, dei collettivi creativi che non si lamentano. Quando abbiamo messo a punto questo luogo abbiano chiamato 25 associazioni, ho scelto quelle che non si lamentano, che fanno cose di qualità e contano sulle loro forze per farle e non pensano che l’assessore o qualcun altro sia il responsabile di tutte le loro fortune o sfortune. È gente che fa cultura perché sente di doverla fare. Non pensa che l’amministrazione aiuti la cultura solo perché dà il contributo. Ci sono invece una serie di soggetti che hanno la presunzione di essere la cultura e quindi valutano le politiche culturali sulla base di come vengono trattati loro. A Firenze è pieno di soggetti nuovi e noi stiamo cercando di dare loro visibilità attraverso le Murate. Ma poi vogliamo dare loro spazio dappertutto» .

23/4/2011

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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