RENZI-SHOW, MA LA REGIA NON È SUA

Dal Corriere Fiorentino

I giornali usano quella parolina, rottamazione, per condire il dibattito pubblico del Pd. Orientandolo sulla necessaria rifondazione del partito; i «mi piace» su Facebook esplodono. Adesso sono spuntati fuori persino gli imitatori e la satira lo morde in diretta tv: il Cyberscout sta diventando, o forse è già diventato, un’icona pop a cui dedicare sosia col ciuffo che toccano le gambe a Serena Dandini e fanno il gesto dell’ombrello ai vertici del Pd. Già Luca e Paolo a Sanremo si erano lanciati dal palco: «Matteo Renzi forse sì, può anche darsi che non perda, però ad Arcore c’e andato e ha pestato già una merda» . Due sere fa, invece, a colpire è stato Maurizio Crozza a Ballarò, che con accento più livornese che fiorentino ha detto: «Salve, sono Renzi, il niente che avanza. Qualche volta non avanzo neanche. Sono un niente immobile. Salve sono Renzi, nuovo volto del Pd: sono così nuovo che ieri mi son guardato allo specchio e ho detto: ma tu chi cazzo sei?» . Meno feroce Umberto Pantani che, vestito di tutto punto (camicia bianca sbottonata e abito blu) e con il capello alla Bobby Solo (nel frattempo sparito, a dire il vero), si è seduto sul sofà di Serena Dandini a Parla con me. «Il titolo originale di Fuori! era “D’Alema, Veltroni, fuori dai coglioni”» , dice il Renzi-Pantani, che sorride in maniera ossessiva, palpeggia le cosce della Dandini e attacca l’autoreferenzialità del Pd e della sinistra. «C’è bisogno semmai della “renzialità”: decisionismo machiavellico 2.0. Al centro ci sono io che decido e gli altri fanno “ganzo ganzo”» . Eppoi basta con il piagnisteo e la mestizia della sinistra che sa essere solo triste: «Se uno perde è giusto essere mogi mogi, ma se uno vince giusto gioire. Io il giorno dopo la vittoria sono andato sotto casa del candidato che ha perso e gli ho pisciato sulla maniglia della macchina» . Civilmente, beninteso. E come si fa a non parlare di Arcore? Il Renzi-Pantani è così emozionato per la visita dal Cav. che non riesce neanche a fare pipì nel «bagno vitruviano, rinascimentale, che pone l’uomo al centro. La puoi fare ovunque a 360 gradi, non c’è tavoletta. La carta igienica è una cravatta di Marinella» . Su Facebook i fan renziani non hanno gradito la performance di Crozza. Molto in voga la teoria complottista: «Forse sbaglio, ma più che satira mi sembrava un attacco comandato da Bersani» , scrive Alipio Guerrini. Ne hanno parlato male sia Crozza che a Parla con me. «È evidente che il vecchio baraccone di sinistra teme il nuovo che avanza, e comincia ad attaccarlo dall’interno, utilizzando il fioretto della satira per sminuirlo… Renzi dovrà lottare non solo contro il centrodestra, ma anche e soprattutto contro il suo stesso partito… Le cariatidi si vedono minacciate!» , dice Giorgio Croce Nanni. Renzi (che talvolta è in difficoltà a gestire politicamente il dissenso) a metà pomeriggio preferisce rispondere con nonchalance: «In tanti mi chiedete di commentare o addirittura di fare polemica per le trasmissioni tv di ieri sera. Intendiamoci subito: Maurizio Crozza è un grande. A me piace da morire. E Parla con me è una trasmissione molto interessante. Se loro mi prendono in giro, non solo non mi arrabbio, ma ci rido sopra. Quando la satira ironizza sui politici fa solo il suo mestiere» . Ah, ci fossero ancora il Bagaglino e Oreste Lionello…

David Allegranti 7/4/2011

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