Morganti: “Che spreco. E poi Garibaldi pensava solo ai soldi”

Corriere Fiorentino

«Sono a lavorare… a Bruxelles» , dice al telefono. No, Claudio Morganti, segretario toscano della Lega Nord, non ha niente da festeggiare. E non perché gli hanno appena mandato un legato federale ad affiancarlo dopo la mozione di sfiducia. Trattasi di orgoglio padano, piuttosto.

Non festeggia segretario? Sono 150 anni d’Italia unita.

«Questa non è un’Italia unita, solo con il federalismo ce l’avremo. L’Italia è stata fatta diventare unita a forza, però ora non è tale, viste le spaccature. E poi il patriottismo non esiste, a parte in occasione di iniziative come questa o quando gioca la nazionale. Agli italiani non gliene frega nulla» .

Quindi, lei non festeggia. Però vuole più unità.

«Festeggeremo quando ci sarà una Repubblica italiana federale, dove ognuno sarà padrone a casa sua. Ora c’è troppo divario fra il Nord che lavora e il Sud che è assistito. Al Sud le pensioni di invalidità costituiscono il 50 per cento del totale. O lì stanno male o c’è qualcosa che non va, e io penso che ci sia qualcosa che non va» .

Scusi Morganti, ma allora perché avete ministri nel governo? Nella Roma ladrona oltretutto.

«O prendiamo le armi e facciamo la rivoluzione oppure l’Italia, come abbiamo deciso, può essere cambiata, senza usare la forza, ma stando nei palazzi romani per far contare di più le regioni» .

Beh, qualcuno l’ha pure detto di imbracciare i fucili.

«Chi l’ha detto riconosce l’incazzatura di una parte d’Italia. Le condizioni di una parte del Nord stanno diventando più difficili, e la gente si chiede perché deve pagare per una parte del Paese. Questa sensazione si amplifica con la crisi economica. E dal 18 marzo nessuno si ricorderà di questa festa, ma si rimpiangeranno i soldi spesi» .

Perché, festeggiando la Repubblica federale, non spendereste dei soldi?

«Con la riforma federale ci sarebbe un gran risparmio. Io comunque sono sempre stato contrario a queste manifestazioni. Si può festeggiare senza esagerare. Mi piacerebbe sapere quanto c’è costata questa festa, fra depliant e celebrazioni» .

Ma scusi lei che ne pensa di Garibaldi?

«Viene dipinto come un eroe: era un mercenario, Vendeva cavalli in Argentina, pensava solo ai soldi. L’interesse dell’unità d’Italia per lui era solo economico… E poi Garibaldi si sa che personaggio era» .

No, che personaggio era?

«Era un mercenario, lo dicono diversi libri. Ho tutta la documentazione» .

Documentazione? «Sì, avevo fatto delle ricerche su Garibaldi, scrissi anche un articolo. Glielo mando. Mi dia un indirizzo email…»

Eccolo.

«Dopo glielo mando. Il Meridione era forte, ma fu annesso alla colonia piemontese. Quindi Garibaldi dovrebbe essere un nemico del Sud. L’eroe dei due mondi era il mercenario dei due mondi» .

E di Mazzini che mi dice?

«Mazzini è meglio di Garibaldi. Però non è fra quei personaggi storici che ammiro. Patriota, filosofo, però aveva idee che non condivido» .

Anche lei, come altri leghisti, preferisce il 25 aprile al 17 marzo?

«Sì, meglio la data della Liberazione, perché i popoli italici sono stati liberati dal regimi soppressivi. C’era un regime fascista che noi condanniamo». Finisce la telefonata. Dopo dieci minuti arriva l’email con un vecchio articolo/comunicato di Morganti, vaianese, classe 1973, che, dice lui, aveva persino fatto inviperire «una parente di Anita Garibaldi» . «Non dimentichiamoci che la spedizione dei Mille fu finanziata dalla massoneria inglese (fanno fede i documenti trovati negli archivi di Edimburgo) al fine di corrompere gli alti gradi borbonici, tra cui il primo ministro don Liborio Romano, massone d’alto grado. Garibaldi, non contento, appena giunse a Palermo svaligiò il Banco di Sicilia (5 milioni di ducati trafugati) e saccheggiò chiese e qualsiasi cosa che trovasse per strada» . E ancora: «Se i nostri nonni, compresa la mia che votava a sinistra, dicevano “accidenti a Garibaldi!”, un motivo ci sarà stato…» .

David Allegranti 18/3/2011

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