Ira privata e pubblico «aplomb»

Corriere Fiorentino

«Abbiamo appreso dai giornali le dichiarazioni del sindaco, ma non c’è mai arrivata copia dell’ordinanza. Quando arriverà, vedremo. Non abbiamo preso nessuna decisione». Il decano del corpo consolare, l’avvocato Alessandro Berti, fra un motteggio e una barzelletta congela lo scontro fra diplomatici e Comune. Ieri all’Hotel Park Palace, di proprietà della famiglia del console svizzero Edgar Kraft, quasi tutti e cinquanta i diplomatici hanno partecipato alla riunione per discutere del taglio ai permessi ztl firmato dal sindaco Matteo Renzi. «Rileviamo con rammarico che non è presa in considerazione la funzione consolare» , dice Berti, aplomb misto a battuta tagliente, che lamenta di non aver ricevuto «nessun invito del sindaco per partecipare ai festeggiamenti del 150esimo anniversario dell’Unità italiana. L’abbiamo ricevuto invece dal prefetto, che è il nostro primo referente perché rappresenta lo Stato» . Come a dire: Renzi chi sei tu per dirci cosa fare o non fare? Noi andiamo dove ci pare ma soprattutto rispondiamo ad altre istituzioni più altolocate. I consoli però in privato perdono tutta la loro diplomazia, ed è rivelatore un telefono cellulare rimasto innavvertitamente acceso al termine della riunione. Almeno in cinque si sono lasciati andare a qualche commento pesante sul sindaco: «Peccato non è andato in Giappone, c’è stata una nuova scossa» ; «Voleva andare lì per fare la passerella!» ; «Pistelli è un signore in confronto a lui» , e via commentando. Non diremo a chi apparteneva il cellulare per carità — verrebbe da dire— di patria. Pubblicamente invece i toni sono più sfumati e c’è chi vuole avviare un dialogo con il Comune. «Dobbiamo comportarci da signori e mostrare rammarico» , dice Riccardo Sarra, che oltre a essere capogruppo di Fli in Palazzo Vecchio è console onorario del Sud Africa e ha buoni rapporti con Renzi. «Io penso che la cosa migliore sia non cercare uno scontro con l’amministrazione. Il corpo consolare deve collaborare. Io capisco la posizione moralizzatrice del sindaco, ma bisogna cercare un colloquio, un dialogo. E bisogna dare garanzie ai consoli, ma senza eccedere» . Sarra ha anche formulato una sua proposta non durante la riunione) e sta cercando di coinvolgere altri diplomatici: ridurre il numero di permessi ztl a uno per consolato. «D’altronde il console è uno» , argomenta Sarra il mediatore. Comunque per adesso, spiega, non essendo ancora arrivata l’ordinanza nei vari consolati «l’unica cosa che possiamo fare è mostrare rammarico» . Rammarico sì, ma anche un po’ di diplomatico stupore. Senza delibera non possiamo prendere iniziative se non per dire che siamo rimasti un po’ meravigliati, anche perché della rimozione di questa delibera che esisteva dal 1994 abbiamo saputo attraverso la stampa. Manifestiamo il nostro disappunto per questa decisione, ma restiamo in attesa di leggere la delibera sperando in un ripensamento» , dice Cosimo Di Nocera, console onorario del Messico. Insomma, si sappia, i consoli di Firenze sono molto rammaricati. Ieri durante la riunione è stato persino riprodotto l’audio del sindaco che in tivvù e alla radio aveva pronunciato le poco diplomatiche dichiarazioni anti privilegi (parola che per i consoli è un insulto, va da sé). E anche il console onorario della Costa D’Avorio, l’avvocato Alfonso De Virgiliis, che pure si era candidato alla guida della Regione toscana con i Radicali, sempre in prima fila contro il regime partitocratico, dice che in fondo «i consoli sono 50 persone, secondo lei possono ingolfare il traffico?» . Già: la partitocrazia è il male assoluto, ma la permessocrazia no.

David Allegranti – 16/3/2011

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