Spunti / 2

Corriere Fiorentino

D’ALEMA-POTEMKIN, IL FILM DI CHINI

Eh no, che cavolo, questa proprio non ce l’aspettavamo. Neanche da chi ci aveva abituati a strane misture diessino-forziste in quel di Campi Bisenzio (niente in confronto a quelle che si vedono a Siena; anche peraltro di mezzo ci sono sempre banche). L’altro giorno Adriano Chini è andato a Prato per ascoltare l’intervento del collega Roberto Cenni (Pdl) sullo sviluppo dell’aeroporto di Firenze. Alla fine il sindaco di Campi era così contento del suo no alla pista parallela da invitarlo ad aprire il Consiglio comunale campigiano che si terrà fra una decina di giorni. Chini vuole che anche Cenni— che ha detto sì e quindi parteciperà al Consiglio — firmi la richiesta di pausa di riflessione» fatta da lui, Gianassi (Sesto) e altri al presidente della Regione Enrico Rossi. Insomma il Chinassi vuole tirarla per le lunghe e farsi nuovi alleati dopo essersi fatto nuovi nemici. Renzi è il male assoluto, Rossi il male di stagione. Cenni l’utile alleato. E le parole di D’Alema in difesa del presidente della Toscana? Per Chini e gli altri sono come la nota corazzata Potemkin per Fantozzi. Insomma, è proprio finita un’epoca. E non staremo qui a ripetere che nel calcio non ci sono più bandiere o che il terzino ormai non fa più il terzino (e tutto sommato quant’era bello quando ancora c’erano le ali). No, il dramma vero è che nessuno dice più «stasera c’è D’Alema, vado a sentire cosa penso» .

SUL CAMPO C’E’ L’ARCA DEGLI EX

È il momento, a Siena, della riscossa degli ex, specie speciale che vuole autopreservarsi. Insieme a quella dei «babbi di» (ci pensa Gabriele Corradi) e dei post-comunisti garantisce Franco Ceccuzzi, forse non sul prefisso). Ex sindaci, ex piloti, ex ministri socialisti, tutti contro tutti al voto di maggio per allungare di qualche secondo il proprio quarto d’ora di celebrità, con il rischio però di assomigliare dagospianamente a dei morti di fama. Madamine il catalogo è questo: c’è Pierluigi Piccini, già sindaco di Siena, dietro le quinte del Terzo Polo (anche se loro per darsi un tono preferiscono Nuovo Polo); c’è Alessandro Nannini nel ruolo di campione della società civile per il Pdl; c’è Loretana Battistini, che fino a poco tempo fa, prima di candidarsi con la Lega, aveva la tessera del Pdl e quindi pure lei è una ex qualcosa; c’è Angelo Pollina di Futuro e Libertà, un tempo pidiellino oggi finiano (ma solo perché di là c’è Denis Verdini); c’è anche Claudio Martelli, già ministro, che trova la città del Palio un po’ spenta e per questo vuole vivificarla candidandosi al Consiglio comunale con una lista civica. Tutti col sogno di spingere più in là il giorno del Giudizio, che in politica tarda sempre ad arrivare. Tutti lì a sperare in un posto per preservare la specie. Sull’Arca di Siena.

IL DITO DI COSIMI&FILIPPESCHI

Col ditino alzato, Cosimi &Filippeschi non è una ditta di trasporti e logistica) si sono lanciati contro il Cyberscout, reo di voler fare il primo della classe, quello che sgomita e lascia indietro i compagni più lenti. Sfrutta corsie preferenziali con il governo— dicono— per stringere accordi pro domo sua. Renzi, è vero, è fra sindaci di centrosinistra quello che forse ha il miglior rapporto con il governo Berlusconi. Il gran cerimoniere Gianni Letta praticamente lo adora, la ministra Gelmini lo incontra sempre volentieri, Bondi ci litiga ancora per poco) ma poi ci firma accordi. E loro, i due sindaci della costa? pisano Filippeschi dice che il sindaco di Firenze, emblema della deriva personalistica che ha preso la politica, è «un cattivo esempio» non si capisce bene se lo sia per i giovani o per il Partito democratico. Il livornese Cosimi si lamenta perché «Renzi parla e finisce sul New York Times, mentre se parlo io vado sul Tirreno» . Viene così il sospetto che Cosimi &Filippeschi abbiano maturato un sentimento che in fondo, niente di male, li rende umani (cosiddetta gelosia). Così facendo però si espongono al rischio di assomigliare arbasinianamente a quel tipo che sta fra la brillante promessa e il venerato maestro non essendo più né l’uno né — ancora — l’altro.

David Allegranti – 13/3/2011

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Advertisements

Lascia un commento

Archiviato in Politics

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...