Renzi-Veltroni, la coppia va a scuola

Corriere Fiorentino

Ormai fra Renzi e Veltroni c’è qualcosa di più di una semplice simpatia dettata da interessi comuni. C’è contiguità politica-culturale che da mesi si sta strutturando in qualcosa di più solido. Ieri il Cyberscout ha partecipato alla scuola di formazione politica del Movimento Democratico, la corrente veltroniana nata a gennaio, in cui W. ha annunciato che la prossima settimana presenterà una proposta «per fissare le primarie per legge perché non possono essere una nebulosa dove alcuni partiti le fanno e altri no» . Le primarie, ha subito aggiunto Renzi, nella «lezione» tenuta insieme al sindaco di Torino Sergio Chiamparino, «sono l’unico strumento per coinvolgere i cittadini. Oggi le sezioni sono chiuse e non c’è più il rapporto di prima, il modello partito non può più essere quello del ’ 900 e le primarie sono la risposta» . È fatta insomma? È nato il ticket Renzi-Veltroni? I veltroniani ci sperano. E qualcuno di loro è convinto che l’ex segretario non vorrà spendersi in prima persona nella difesa dell’idea originaria del Pd a vocazione maggioritaria. Piuttosto, ha detto ieri al Qn il senatore veltroniano Stefano Ceccanti, in caso di elezioni «Renzi potrebbe essere uno dei candidati naturali. Occorre qualcuno capace di sottrarre due milioni di voti al centrodestra» . Ecco quindi che a livello nazionale si ripeterebbe lo schema delle primarie fiorentine, vinte da Renzi anche grazie ai voti dei simpatizzanti del Pdl. Il Pd per vincere ha bisogno di allargare la sua base elettorale, se non vuole ricorrere ad alleanze ballerine (che peraltro non è detto bastino a vincere). E di certo la strategia della raccolta firme «fallimentare» , concordano ancora veltroniani e Renzi. «Io avevo detto che avrei firmato la petizione ma— ha detto il sindaco ieri a Matrix— secondo me non serve a niente. Io non credo alla petizione e dico basta con questa ossessione del berlusconismo. Per mandare a casa Berlusconi dobbiamo essere capaci di spiegare che quando andremo al governo noi, saremo capaci di fare questo, questo e quest’altro» . Renzi è insomma un leader su cui Veltroni e i suoi ripongono speranze. E non è un caso che il sindaco abbia ormai cessato il fuoco nei confronti dell’ex segretario, fino a non molto tempo fa da rottamare come D’Alema. «La ragione sociale del Pd che Veltroni aveva raccontato al Lingotto era vincente, ma il problema era che raccontava un partito nuovo, aperto al futuro ma non era credibile la foto di gruppo» , ha detto Renzi di recente. Il corteggiamento dei veltroniani, che considerano archiviate eventuali elezioni anticipate, è in atto da tempo. Lo stesso Veltroni nel settembre scorso aveva chiesto a Renzi di fondare insieme a lui Movimento Democratico, la corrente formata da W. e un pezzo di ex popolari tra cui Beppe Fioroni e Paolo Gentiloni. Ex rutelliani come un tempo lo era anche Renzi. Il quale ovviamente ha rifiutato la gentile offerta ma ha appunto ridotto, fino ad azzerarli, gli attacchi all’ex leader democrat. Non solo: Renzi era stato anche chiamato al Lingotto a gennaio per partecipare al lancio della nuova corrente. Nuovo rifiuto, fino all’ok alla lezione di ieri insieme a quello che considera «il miglior sindaco d’Italia» , cioè Chiamparino. Comunque sia, Renzi ripete in continuazione di essere interessato a fare solo il sindaco di Firenze (e Veltroni allora, non doveva essere in Africa da un bel po’?). Ieri a Matrix gli hanno chiesto se potrebbe essere lui il candidato del centrosinistra nel 2013. «No, a Firenze si vota nel 2014…» , ha replicato. La battuta rivela un problema reale: la scadenza naturale del governo non coincide con quella amministrativa e lui ha sempre detto che vuole mantenere l’impegno con i fiorentini. Renzi però si sta comportando come un perfetto aspirante candidato alle primarie. Gira l’Italia presentando il libro, ma più che un tour promozionale di Fuori!, sembra essere un anticipo di campagna elettorale.

David Allegranti 10/3/2011

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