“Basta con il despota” E qui la Lega si slega

Corriere Fiorentino

Che la Lega sia già in fase pre-congressuale? È possibile, almeno stando alle sciabolate che volano tra le camicie verdi. Alcuni dirigenti ed eletti hanno presentato una mozione di sfiducia. Una mozione nei confronti del segretario regionale Claudio Morganti come ha scritto domenica scorsa L’Unità), il cui mandato scadrà entro l’anno. Fra le accuse quelle di verticismo e dispotismo. Insomma, mentre a livello nazionale si festeggia il 25esimo anniversario della Lega, in Toscana il Carroccio litiga. Ora Morganti (nel tondo) ha almeno dieci giorni per fissare una direzione del partito in cui affrontare il voto, a cui potranno partecipare solo i venti membri del consiglio toscano. Lui è convinto di avere con sé la maggioranza. Intanto sul segretario è spaccato in due il gruppo consiliare in Regione: due consiglieri su quattro stanno con i dissidenti che hanno firmato la mozione. Uno di questi però (Dario Locci di Arezzo) non ha diritto di voto nel parlamentino regionale. L’altra invece, Marina Staccioli, vicecapogruppo e membro del direttivo nazionale, sì. Ieri girava parecchio soddisfatta per le stanze di Palazzo Panciatichi. Morganti la bolla come «un’arrivista» , non si sente preoccupato, anzi sostiene d’essere stato incoraggiato da Roberto Calderoli, durante il consiglio federale di ieri a Milano, «ad andare avanti e vincere» . Tra l’altro, butta lì Morganti, a rischiare qualcosa è semmai Locci: «Non paga le quote al partito, pari al 20%del suo stipendio da consigliere regionale. Da statuto rischia l’espulsione ed è un assenteista, salta metà delle commissioni!» , tuona il segretario. «Nella Lega toscana — ribatte Locci — c’è una gestione del partito dispotica e fallimentare. Le province sono state passate tutte dalla cura del commissariamento, il caso più eclatante è quello di Arezzo, dove il movimento è stato distrutto. Confidiamo che questa mozione trovi la maggioranza. Il movimento non può continuare a essere condotto con questi metodi. O si cambia strategia o non c’è futuro» . In mezzo a tanta confusione c’è chi prova a smorzare i toni. È Mario Razzanelli, capogruppo (di se stesso) in Palazzo Vecchio: «Io quella mozione non l’avrei firmata. Credo che questa sia una crisi di crescita, non di partito» . Sarà. Intanto però, a Prato, il partito è stato commissariato, in seguito alle dimissioni di massa nel consiglio direttivo provinciale. Cinque membri su sei hanno lasciato, dopo la firma contro Morganti del loro (ex) segretario provinciale Federico Tosoni, che dice: «Sono sereno e convinto di ciò che ho fatto — siamo in democrazia — per il bene della Lega Nord Toscana. Da rappresentante istituzionale, ma soprattutto da uomo libero che vive del suo lavoro e non di politica, ritengo doverosa per motivi politici l’adesione alla mozione di sfiducia regionale nei confronti del Morganti» . Persone come queste non fanno bene al movimento» , dice il segretario, che avrebbe chiesto ai cinque leghisti del direttivo di lasciare il loro incarico in modo da far decadere Tosoni. D’altronde Prato è la sua città, che figura ci avrebbe fatto se non avesse saputo controllare proprio lì il suo partito? Morganti insomma la prossima settimana duellerà con i frondisti. Tra i quali ci sono anche il segretario provinciale di Firenze Andrea Asciuti, di Lucca, Vincenzo Capovani, Massa Carrara, Federico Meanti, Pistoia, Manuel Vescovi. Convinti che arriverà il commissariamento del partito toscano. Prima però c’è bisogno di sapere come andrà la conta della prossima settimana.

David Allegranti 8/3/2011

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1 Commento

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Una risposta a ““Basta con il despota” E qui la Lega si slega

  1. Anonimo

    A Siena invece il segretario è saltato per motivi inversi: il segr. provinciale giusti non ha firmato la mozione, e il suo direttivo l’ha fatto saltare….

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