La corsa di Alessandro (senza la ruota leghista)

Corriere Fiorentino

SIENA— Nel solco della politica seriale che produce candidati civici alla catena di montaggio berlusconiana verdiniana, ecco appunto che arriva anche Alessandro Nannini. Già pilota, oggi imprenditore, è stato scelto dal Cav. come candidato del Pdl alle prossime amministrative. Berlusconi ha visto mercoledì a Palazzo Grazioli, dove è stato accompagnato da Denis Verdini e Rocco Girlanda (il cui nome spunta nelle intercettazioni dell’inchiesta sugli appalti del G8) che presiede l’associazione Italia-Usa di cui Nannini è direttore delle relazioni economiche. Il premier ha detto: è lui nostro uomo, anche perché gli altri nomi sono conosciuti soprattutto a Siena e, come spesso sta facendo in Toscana, il Pdl cerca rievocazioni simboliche che escano dalle mura cittadine. Ex giocatori di calcio, imprenditori della moda, ex piloti. Ancora però non c’è l’ufficializzazione della candidatura, e anche lui prova a frenare: «Finché non c’è la conferma è ancora presto» , dice Nannini. «Se c’è un discorso per Siena lo faccio volentieri. Però non è confermato. Voglio vedere se c’è un interesse vero da parte di Siena per cambiare qualcosa. Ora è abbastanza prematuro» . Nannini vuole che il Pdl convinca la Lega. Ma il Carroccio ha deciso da tempo di puntare su una donna che peraltro viene dalle file di Forza Italia, la cui scelta appare, come dicono nel Pdl, «una evidente provocazione politica» . La città del Palio sa essere impietosa e feroce ed è con una battuta tagliente che un noto esponente del centrosinistra locale accoglie la richiesta d’informazioni. «Un pezzo sul Nannini politico? Allora non c’hai da scrivere nulla» . Eppure tracce di un passato non sportivo e non imprenditoriale, seppure minime, ci sono. Nel 1994, quando iniziò l’era politica del berlusconismo, pensarono a lui per una candidatura italo-forzuta, ma c’era — pare — un problema di residenza e non se ne fece di nulla. Nel 2001 Nannini appoggiò il diessino Maurizio Cenni, sindaco uscente dopo due mandati, tornato nel frattempo già al lavoro al Monte dei Paschi, e nel 2006, come fanno presente gli agguerritissimi leghisti senesi e come confermano fonti del Comune, fece parte del comitato elettorale per la ricandidatura di Cenni. Insieme ad altre centinaia di persone, va detto, tra cui anche Giuseppe Mussari, oggi presidente di Banca Mps e Abi. Un po’ come Galli, insomma, che prima di essere candidato dal Pdl presenziava alle serate elettorali di Matteo Renzi. «Io sono sempre stato più vicino al centrodestra anche se in passato — ammette Nannini— ho votato Pierluigi Piccini (anche lui ex Ds, ndr) e Cenni, ma riconosco di aver sbagliato anche se talvolta si sceglie per mancanza di alternative. E comunque oggi la politica è un’altra cosa» . Politica liquida, interessi solidi. Così spiegano a Siena i più maligni quella firmetta a cui tutto sommato non attribuire grandi significati ideali. «Come quasi tutti gli imprenditori senesi è sempre stato vicino a chi comanda» , sibilano in città. Eppure, dice Claudio Marignani, coordinatore provinciale del Pdl, «il fatto che ci siano persone che nella loro vita hanno preso delle posizioni e su queste hanno avuto dei ripensamenti, dando piena ragione a chi ha fatto opposizione, è un punto a favore. Dà ragione alla necessità di un cambiamento senese. Sa, Siena è una città strana. È ideologicamente e culturalmente di centrodestra, ma quando va a votare diventa di sinistra. Quali meccanismi scattano? Perché c’è gente dichiaratamente di destra che va a votare a sinistra?» . La domanda non è banale, e dà la dimensione, più che dell’omologazione culturale, del consociativismo senese fra poteri economici e politica. Marignani vede il primato dei primi sulla seconda. «Come in altre città l’economia prevale sulla politica» . La Lega continua a insistere su Loretana Battistini. «Noi abbiamo una nostra candidata» , dice il coordinatore regionale Claudio Morganti. «Un’altra candidatura in questo momento non l’accetteremo. E poi con Nannini si fa la fine di Firenze con Galli. Non sa di politica, mentre noi abbiamo bisogno e chiediamo che sia candidata una persona competente» . Comunque, dice Morganti, questa candidatura non è stata ancora ufficializzata. Lunedì vedrà Roberto Calderoli per discutere di amministrative. Per ora non ha ricevuto altre indicazioni dai vertici. «Parleremo anche di questo. Vedremo quello che si può fare» . E se alla fine arrivasse un ordine dall’alto? «Se devo mettere a rischio il federalismo per una candidatura io scelgo il federalismo. Noi siamo federalisti anche nella scelta dei candidati».

David Allegranti 4/3/2011

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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