Dipietristi e Lega, via all’operazione “guastafeste”. Con ultimatum

Corriere Fiorentino

Italia dei Valori e Lega lanciano l’operazione guastafeste in vista delle amministrative di primavera. I bersagli ovviamente sono i rispettivi alleati, Pd e Pdl. I dipietristi chiedono spazi nelle giunte dove ancora non hanno assessori e tengono i democrat sulla corda nei Comuni dove hanno avviato le trattative. Ci sono questioni aperte in tutta la Toscana. A partire da Arezzo, dove il Pd vorrebbe ricandidare il sindaco uscente Giuseppe Fanfani, Siena, dove in campo c’è Franco Ceccuzzi per il Pd e il centrosinistra (per adesso non appoggiato dall’Idv) e Grosseto. Al momento infatti gli alleati stanno discutendo e come dice il coordinatore regionale dell’Idv Fabio Evangelisti, l’idea è di proporre ovunque una coalizione formata anche da Pd, Federazione della Sinistra-Verdi, Sel e Psi, «ma senza automatismi» . In alcune realtà «siamo avanti nella discussione, in altre parti indietro. Ad Arezzo la situazione mi sembra in alto mare. Non c’è mai stata neanche una riunione di coalizione» , ammette Evangelisti. Anche a Grosseto e Siena le discussioni non mancano: «A Siena siamo affiancati su due binari che al momento non si incontrano. Le chiamerei divergenze parallele» , dice il coordinatore. L’Idv infatti ha messo sul tavolo tre punti considerati irrinunciabili per un patto, tra i quali anche un maggior rigore nella scelta delle nomine della Fondazione Mps. Anche Figline Valdarno, unico Comune della provincia di Firenze al voto, ci sono questioni da risolvere. Il Pd ricandida Riccardo Nocentini, ma l’Idv per adesso tentenna. Vuole chiarimenti sul caso delle ex scuole Lambruschini e vuole sottoporre qualche punto programmatico a cui non ha intenzione di rinunciare. D’altronde a lanciare la carica qualche tempo fa era stato proprio Evangelisti: «Non è pensabile, ad esempio, che il Partito de- mocratico sia l’unico a poter esprimere, in tutti i Comuni, il candidato sindaco. L’Italia dei Valori dispone di un valido ventaglio di dirigenti, donne e uomini capaci di figurare con merito nell’amministrazione locale. E intendiamo senz’altro valorizzarli» . In qualche caso a dire la verità non è andata benissimo. A Cascina, provincia di Pisa, ci sono state di recente le primarie e l’assessore allo sport del Pd (ex Margherita) Paolo Cipolli, appoggiato dall’Idv, ha perso contro il collega di giunta Alessio Antonelli (ex Ds). A Montevarchi invece il candidato dipietrista Piero Francini è arrivato quarto su quattro. Ma l’importante in questo caso davvero anche solo partecipare, e quindi pesarsi. Un modo per provare a conquistare più spazi. Nelle giunte per esempio. A Signa, Calenzano e Pontassieve, comune dove nel 2009 l’Idv ha preso l’ 8,27 per cento,— «miglior risultato della Toscana» , ricorda il coordinatore provinciale Alessandro Cresci— non ci sono assessori dipietristi. Nel sistema dei pesi e contrappesi, la tornata elettorale è anche un modo per contrattare anche nei comuni dove si è già votato nei mesi scorsi. Chiederò un chiarimento — dice Cresci — Se non ci vogliono in giunta allora forse non ci vogliono neanche in maggioranza» . Il malumore si sposta anche su Firenze: «Da quasi un anno non abbiamo più un nostro assessore. Sappiamo che ci sarà un rimpasto di giunta a marzo. Noi chiediamo un assessorato o la presidenza del Consiglio (Eugenio Giani, entrato in Regione, si i . M. e t t e r à , ndr). Se non avremo né l’uno né l’altra vorrà dire che andremo all’opposizione!» , tuona Cresci. Troppe volte, dice il coordinatore, «il Pd pensa di avere l’appoggio incondizionato dell’Idv su qualsiasi atto amministrativo. E invece non è scontato che noi votiamo tutto: non siamo una costola del Pd» . E a Certaldo l’Idv nei giorni scorsi è riuscita ad avere indietro il posto di assessore che le era stato tolto per «ridurre le spese» . A Livorno invece Pd e Idv duellano fra le altre cose sulla discarica del Limoncino e i dipietristi rischiano di finire fuori dalla maggioranza (oggi ci sarà un consiglio comunale molto acceso). Anche il Pdl tuttavia ha le sue beghe da affrontare. Con la Lega, certo. A Figline per esempio i berlusconiani hanno deciso di appoggiare Clara Mugnai, che cinque anni fa si era presentata con una sua lista civica riuscendo a far eleggere due consiglieri. Per il momento però, come spiega il segretario provinciale del Carroccio Andrea Asciuti, l’appoggio della Lega non c’è. Nei prossimi giorni è previsto un direttivo che scioglierà i nodi. Venerdì invece il tavolo regionale formato da Pdl Lega e altri alleati deciderà sul resto della Regione. A Siena per esempio la Lega corre da sola. I leghisti senesi sono piuttosto duri: «O accettano Loretana Battistini o niente accordo» , dice il coordinatore provinciale Francesco Giusti. Le camicie verdi, spiega il coordinatore regionale Claudio Morganti, hanno un accordo con il Pdl: almeno una città fra Grosseto e Siena toccherà a loro. «Questi sono i patti, a meno che il Pdl non si rimangi la parola — dice Morganti— In quel caso faremmo liste autonome nel resto della Toscana» . L’aria che tira d’altronde è quella. Basta vedere il sito della Lega Nord Toscana, dove c’è un sondaggio on line fra i simpatizzati su che cosa fare in caso di elezioni politiche. La maggioranza di loro (41%) vorrebbe che la Lega si presentasse con una lista autonoma e un proprio candidato.

David Allegranti 22/2/2011

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