Renzi-Civati, tandem rottamato prima della battaglia di Roma

Corriere Fiorentino

Lo strappo era nell’aria da qualche giorno. E puntualmente è arrivato, preceduto da segnali neanche troppo velati: ironia dispensata a mezzo stampa, scambi di messaggi e di telefonate dai toni poco concilianti fra i leader dei rottama tori, che ora discutono sulla «direzione parallela» che si terrà oggi in un caffè letterario della via Ostiense. Matteo Renzi accusa l’amico Pippo Civati di «impelagarsi in una corrente», ma i dissapori nascono da lontano. È dal pranzo col Cav. che i due si stanno tenendo reciprocamente a distanza. «Ad Arcore non ci sarei andato, il gesto può essere strumentalizzato», aveva detto il consigliere regionale lombardo a metà dicembre. «Mi fa sorridere che, sulla mia visita ad Arcore, per la prima volta Civati e Bersani abbiano avuto la stessa opinione», ha ribattuto qualche giorno fa il Cyberscout sul Corriere Fiorentino. Nel giro di un mese insomma sono cambiate molte cose. A partire dall’impegno piuttosto ridotto che ultimamente lo stesso Renzi ha messo nella gestione di «Prossima Fermata Italia», nata due mesi fa alla Stazione Leopolda, quando sembrava che i due trentenni in giacca e jeans dovessero rottamare il mondo. Quando, dietro un microfono stile Alto gradimento, si spalleggiavano sul palco privo di bandiere Pd, quasi a dire che in fondo certi simboli non servono, ora ci siamo noi col nostro nuovo logo e la nostra Carta di Firenze. Ora ci siamo noi, con la nostra gioventù, pronti a mandare a casa i D’Alema e i Bersani. Poi però sono subentrate le ambizioni, e figurarsi se Renzi può dividere a lungo la scena con qualcuno. Soprattutto quando quel qualcuno — Civati — non ha il culto del leader ostentato dai renziani tosco-fiorentini e mantiene posizioni divergenti su questioni cruciali come il lavoro e la bioetica. Su Fiat e Marchionne i due la pensano in maniera diversa ed è difficile credere che la parte sulle unioni civili contenuta nella Carta di Firenze sia la prima cosa venuta in mente da scrivere al cattolico Renzi. È più facile aspettarsi che sia stata un’idea del mariniano Civati (nel senso di Ignazio Marino. Il Cyberscout si sarà mica accorto che i suoi rottamatori sono diventati troppo «di sinistra»? «Prossima Fermata» è anche una creatura sua, eppure non sembrerebbe, a leggere l’intervista di ieri al Sole 24 Ore. Al sindaco non è piaciuta l’idea della «controdirezione» dei rottamatori da tenere il giorno prima dell’assemblea ufficiale del Pd a Roma. E per non scontentare nessuno, le salterà entrambe: «Non ci penso nemmeno. Mica ho fatto tutto questo — ha detto Renzi — per impelagarmi in una battaglia di correnti. I ‘rottamatori’, poi, sono persone libere, e fanno tante iniziative: io al momento mi occupo di Firenze al 101 per cento». La settimana scorsa il sindaco aveva già avvertito il suo compagno d’avventura: occhio, state facendo una corrente. E lui di correnti non ne fa. Molto perplesso Civati, che tuttavia smorza i toni e spiega però che Renzi aveva dato l’ok all’iniziativa: «Questa direzione anticipata, che ovviamente non è l’alternativa alla direzione nazionale, è un’idea che abbiamo condiviso insieme. Lui però ha un impegno istituzionale ed giusto che lo segua. Dopodiché, ha ragione Renzi, noi non ci impelaghiamo in questioni di correnti: qui si tratta della direzione politica del Pd nel suo complesso. E si tratta di discuterne in modo trasparente. A leggere certe dichiarazioni, sembra quasi che mercoledì (domani, ndr) alla nostra iniziativa ci saranno dei sacrifici umani. Garantisco che non ne faremo». Nessuna corrente, assicura Civati, ma un contributo all’indirizzo politico del Pd in un momento in cui il partito rimette in discussione le primarie e non si capisce bene che piega sta prendendo la questione alleanze. Ecco, se non altro, rimane fermo il sì di entrambi alle primarie, posizione che peraltro tiene insieme i rottamatori, la minoranza veltroniana e Sel. «Sono ineludibili», certifica Renzi. Epperò, è anche vero che «da parte nostra bisogna evitare di dare l’impressione di preoccuparsi solo di questo». Le primarie, sostiene Renzi, «vanno fatte anche per i parlamentari, non solo per i candidati e per i leader, però dall’altro dico che non è questo il problema del Paese». Quindi «è importante evitare di passare le giornate a dire sì o no alle primarie. Le primarie non sono la soluzione, sono la soluzione quando ci si confronta sulle idee». Quanto ad alleanze terzopoliste, aggiunge «da mesi, da parte mia, c’è una netta contrarietà ad accozzaglie, ad una ammucchiata selvaggia che da Fini arrivi fino al centrosinistra. Fini è totalmente un’altra cosa rispetto a noi e lo abbiamo visto. Il disegno di dare la spallata al Governo Berlusconi, mettendo insieme tutti contro uno, paradossalmente rafforza Berlusconi. Il Pd deve essere più bravo a caratterizzarsi sulle idee e non sulle tattiche». Su Radio 105 invece, proprio lui che per mesi ha guadagnato consensi mettendo in discussione i dirigenti del Pd, chiede di non discutere più di loro: «La sinistra italiana deve smetterla di parlare di leader fino a tre, quattro, sei mesi prima delle elezioni. Nessuno parli di chi debba essere leader, vice leader, aiutante in campo del terzo vice leader, tutte robe che appassionano solo gli addetti ai lavori». Lo segue nell’avventura il blogger, recentemente malmenato a Roma, Mario Adinolfi: «Con lui cambierebbero parecchie cose». Nichi Vendola, che in passato non ha mancato di criticare l’uso della parola «rottamazione», dice commentando la classifica dei sindaci del Sole 24 Ore che il Cyberscout «intanto non è un sindaco palazzinaro. Io spesso ne ho criticato lo stile. Ma nel centrosinistra è una personalità viva, autonoma e libera». Sarcastico invece Massimo D’Alema sul Riformista domenica a proposito dei «giovanotti», come li aveva chiamati una volta: «Non mi sembrano più così tanto giovani, i giovani hanno venti anni…».

David Allegranti
11 gennaio 2011 © RIPRODUZIONE RISERVATA

www.corrierefiorentino.it

Advertisements

1 Commento

Archiviato in Uncategorized

Una risposta a “Renzi-Civati, tandem rottamato prima della battaglia di Roma

  1. Pingback: I due Matteo « david allegranti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...