Rottamatori, nuovo assalto (senza Renzi)

Corriere Fiorentino

I rottamatori lanciano un nuovo assalto alla diligenza, pardon, alla dirigenza. La settimana prossima il Pd riunirà a Roma la direzione nazionale. Il giorno prima però, mercoledì 12, il gruppo di Matteo Renzi e Pippo Civati si vedrà in un caffè letterario della via Ostiense per una «direzione parallela» aperta agli elettori del Pd e del centrosinistra, «un incontro alla pari — spiega il consigliere regionale lombardo — dedicato ad un Pd restituito ai suoi elettori, quelli che in questi giorni si sono detti molto preoccupati e non sempre si sono sentiti nelle condizioni di comprendere le scelte dei vertici nazionali» . Il sindaco di Firenze, che intende mantenere un basso profilo, quasi certamente non prenderà parte alle due riunioni e preferisce mandare avanti il compagno di viaggio Civati. Che prima ascolterà la relazione del segretario Bersani e poi valuterà se presentare davvero il referendum sulle alleanze e in difesa delle primarie (che la segreteria nazionale vorrebbe congelare), due argomenti all’ordine del giorno della direzione. La nuova offensiva dei rottamatori, proprio mentre Walter Veltroni sta per lanciare ufficialmente il suo Movimento Democratico al Lingotto 2, fa infuriare i dirigenti del Pd. Attacca il deputato Lapo Pistelli: «Pensierino: Civati è un membro della Direzione, io no. Civati presiede un Forum tematico del partito, ruolo importante destinato a pochi e che aiuta a definire la linea e l’identità del partito, io no. Perché non si dimette da entrambi e organizza le sue zingarate politiche lasciando ad altri il suo spazio? Perché altrimenti non interviene in Direzione ed esprime lì le sue ragioni, dialogando non con gli amici di Facebook (spiacente, troppo facile, troppo facile) ma con altri “professionisti”della politica come lui con i quali non ci si può cavare con una battuta o con una predica? Sono una persona mite e forse anche troppo rispettosa delle regole dell’organizzazione cui liberamente appartengo, ma di rottamatori in auto blu e predicatori neo-populisti in realtà professionisti politici come altri ne ho un po’ le scatole piene. Il travestimento sta divenendo insopportabile» . La replica di Civati è altrettanto poco diplomatica: «Mi dispiace che Pistelli abbia perso l’occasione per stare zitto. Come forse saprà, il ruolo di presidente del forum io lo svolgo fino in fondo facendo iniziative. Noi facciamo questa direzione per convogliare la delusione, il risentimento, la preoccupazione di decine dimigliaia di elettori in giro per il Paese senza auto blu, da portare poi nella direzione del giorno dopo. Noi difendiamo le primarie perché crediamo che il Pd sia il partito degli elettori, non di Pistelli o di altri. Questa acrimonia se la tenga per sé, io sto facendo politica. Eppoi piantiamola con questa storia di Facebook: se vuole possiamo discutere di libri, di pubblicazioni, di filosofia del Rinascimento, ma non ci prenda per il culo, questo atteggiamento denigratorio non lo accetto. Piuttosto, lui che ha perso contro Renzi, cosa ne pensa del superamento delle primarie? Sta con noi o con Bersani? Altri fanno interviste sui giornali, noi facciamo iniziative. Non ho l’auto blu e tutte le cose che organizzo le faccio perché ci credo. Perché allora non se la prende con Veltroni che organizza il Lingotto?» . Anche il vicecapogruppo alla Camera Michele Ventura ripone il suo aplomb e va giù duro sulla pre-direzione dei rottamatori: «Una cosa da asilo nido. Se si continua così ci danno anche il ciucciotto. Ma che vuol dire organizzare una direzione il giorno prima? Siamo seri! La serietà è un prerequisito, non puoi avere in mente solo un Pd da bombardare o la destabilizzazione permanente. Ecco, la parola d’ordine dovrebbe essere: serietà. La politica, anche se ormai è ridotta a questo, non è un gioco di società. Le pre-riunioni, le pre-direzioni, la fermata alle stazioni, la prossima fermata… Nel Pci, dove io a 32 anni ero segretario di una federazione con più di 70 mila iscritti, non veniva neanche in mente di fare cose del genere. Ora è cambiato tutto, ma non c’è nessuna organizzazione politica in Europa in cui accadono le cose che vengono fatte nel Pd» . Intendiamoci, dice Ventura, il giorno prima tutte le componenti si ritrovano, ma è il taglio che viene dato (farsi portavoce di un malcontento generalizzato) che non torna. «Se il Pd diventa una roba così è da svalvolati più che da rottamatori. Non sono mica indipendenti, Renzi e Civati, però mi chiedo se a loro interessi ancora il Pd e il suo rafforzamento o se vivano alla giornata con invenzioni quotidiane per occupare spazi comunicativi. Sembra solo marketing, come se si trattasse di vendere cioccolata o bottoni. Al di là della simpatia, sono due persone che hanno responsabilità istituzionali. Ma così danno l’impressione di volerci essere tutti i giorni, sparandola sempre più grossa. E a dirla tutta, non bastano Renzi e Civati a ricordarci che siamo fessi!» .

David Allegranti © RIPRODUZIONE RISERVATA

7/1/2011

www.corrierefiorentino.it

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